Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14173 del 24/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 24/05/2021, (ud. 23/03/2021, dep. 24/05/2021), n.14173

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 25675-2019 proposto da:

RISCOSSIONE SICILIA SPA, in persona del Presidente del Consiglio di

Amministrazione in carica, elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO

D’ITALIA, 102, presso lo studio dell’Avvocato GIOVANNI PASQUALE

MOSCA, rappresentata e difesa dall’Avvocato SALVATORE CUCCHIARA;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO N. (OMISSIS) (OMISSIS) SRL, INPS DIREZIONE PROVINCIALE

(OMISSIS), INPS DIREZIONE PROVINCIALE (OMISSIS), COMUNE DI

PIETRAPERZIA, MCC SPA MEDIOCREDITO CENTRALE SPA;

– intimati –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

CESARE BECCARIA 29, presso lo studio dell’avvocato LELIO MARITATO,

che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati CARLA

D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, ANTONIETTA CORETTI, ANTONINO SGROI;

AGENZIA DELLE ENTRATE, DIREZIONE PROVINCIALE AGRIGENTO, in persona

del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende, ope legis;

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUL LAVORO, (OMISSIS), in persona del Dirigente Generale pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE, 141,

presso lo studio dell’avvocato LORELLA FRASCONA’, che lo rappresenta

e difende unitamente all’avvocato GIANDOMENICO CATALANO;

– resistenti –

avverso il decreto RG 3393/2018 del TRIBUNALE di AGRIGENTO,

depositato il 01/08/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. EDUARDO

CAMPESE.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. La Riscossione Sicilia S.p.a., in qualità di agente della riscossione per la Provincia di Agrigento, ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, avverso il decreto del Tribunale di Agrigento dell’I. agosto 2019 che ha accolto solo in parte l’opposizione ex art. 98 L. Fall. dalla prima promossa avverso lo stato passivo del fallimento (OMISSIS) s.r.l., in relazione al quale alcuni suoi crediti (compiutamente individuati mediante il rinvio alle corrispondenti domande ex art. 93 L. Fall.) erano stati rigettati o ammessi con riserva. L’Agenzia delle Entrate non si è costituita nei termini di legge, ma ha depositato un “atto di costituzione” al solo fine di prendere eventualmente parte alla udienza di discussione ex art. 370 c.p.c., comma 1. Sono rimasti solo intimati la curatela fallimentare e gli altri destinatari della notifica del ricorso.

1.1. Per quanto qui ancora di interesse, quel tribunale ha fondato le sue decisioni sul presupposto che, ai fini dell’ammissione allo stato passivo dei crediti impositivi, non è sufficiente la produzione degli estratti di ruolo da parte dell’Agente della Riscossione, essendo necessaria la previa notifica della cartella esattoriale e, quindi, la prova di detta notificazione (cfr. pag. 2 del decreto impugnato). Muovendo da questo assunto, dunque, quel giudice ha accolto solo parzialmente la spiegata opposizione, ammettendo al passivo del fallimento predetto esclusivamente i crediti portati dagli atti esattoriali a suo parere regolarmente notificati, ed escludendo, invece, quelli per i quali il Concessionario non aveva dato prova della corrispondente, rituale notificazione degli atti esattoriali medesimi.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. In via pregiudiziale, va dichiarata l’inammissibilità della costituzione dell’intimata Agenzia delle Entrate, tardivamente effettuata con un atto denominato “atto di costituzione”, non qualificabile come controricorso, sostanziandosene il relativo contenuto nella mera dichiarazione di costituirsi in giudizio “con il presente atto al solo fine dell’eventuale partecipazione all’uclienza di discussione della causa ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1”. Risulta, infatti, in tal modo, violato il combinato disposto di cui all’art. 370 c.p.c. ed all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, in base ai quali il controricorso deve, a pena di inammissibilità, contenere l’esposizione dei motivi di diritto su cui si fonda, costituendone requisito essenziale (cfr. Cass. n. 5400 del 2006). Anche nell’ambito del procedimento camerale di cui all’art. 380-bis c.p.c., alla parte contro cui è diretto il ricorso, che abbia depositato come nel caso di specie – un atto non qualificabile come controricorso, in quanto privo dei requisiti essenziali previsti dagli artt. 370 e 366 c.p.c., nel periodo che va dalla scadenza del termine per il deposito del controricorso alla data fissata per la discussione del ricorso per cassazione è preclusa, pertanto, qualsiasi attività processuale, sia essa diretta alla costituzione in giudizio o alla produzione di documenti e memorie ai sensi degli artt. 372 e 378 c.p.c. (cfr. Cass. n. 10813 del 2019; Cass. n. 16261 del 2012; Cass. n. 5586 del 2011).

2. I formulati motivi di ricorso prospettano, rispettivamente:

I) “Violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 87, comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3”, per avere il decreto impugnato disatteso la tesi dell’opponente, peraltro conforme al pacifico orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui il Concessionario è legittimato a chiedere l’ammissione al passivo dei crediti impositivi sulla base del semplice ruolo, senza che sia necessaria la preventiva notifica della cartella di pagamento;

II) “Violazione e falsa applicazione del combinato disposto di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9, dell’art. 2943 c.c., comma 1 e dell’art. 2945 c.c., comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonchè in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per omesso esame della documentazione decisiva del giudizio”. Si censura la mancata ammissione dei crediti di cui agli avvisi di addebito ivi puntualmente elencati per la mancata dimostrazione della preventiva notifica di questi ultimi ed in considerazione del fatto che quei crediti, riguardando pretese contributive del 2009, risultavano carenti di prova di validi atti interruttivi della prescrizione. Ribadendosi quanto dedotto con il primo motivo, si assume, invece, che solo due di quegli avvisi riguardavano l’anno di imposta 2009, laddove tutti gli altri si riferivano agli anni ricompresi tra il 2012 ed il 2017. Il tribunale, inoltre, nemmeno aveva considerato l’efficacia interruttiva della prescrizione propria della domanda di ammissione al passivo;

III) “Violazione e falsa applicazione del combinato disposto di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 68 del 2005, art. 6, comma 3 e del D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23, comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3”. In via subordinata rispetto a quanto rappresentato nel primo motivo, si critica la decisione del tribunale agrigentino per avere ritenuto insufficiente, al fine della prova dell’avvenuta notifica, a mezzo PEC, di svariati atti esattoriali relativi alle originarie domande di ammissione al passivo nn. 27, 29, 30, 31, 36 e 38, la produzione, da parte del Concessionario, delle ricevute di accettazione e di consegna in formato cartaceo.

Ritenuto che.

1. Alla stregua della questione recentemente rimessa alle Sezioni Unite di questa Corte dall’ordinanza interlocutoria resa da Cass. n. 4540 del 2021 (“se l’avviso di addebito e l’avviso di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate, quali nuovi titoli previsti dal D.L. 31 maggio 2010, n. 78, artt. 29 e 30, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, sostituiscano la notifica della cartella di pagamento, ai fini della insinuazione al passivo fallimentare”), l’odierna controversia deve essere rinviata a nuovo ruolo in attesa della corrispondente decisione (recando, nella specie, il descritto secondo motivo del ricorso una censura ad essa chiaramente collegata).

PQM

rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione sulla questione recentemente rimessa alle Sezioni Unite di questa Corte dall’ordinanza interlocutoria resa da Cass. n. 4540 del 2021.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta sezione civile della Corte Suprema di cassazione, il 23 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 24 maggio 2021

 

 

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