Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1417 del 20/01/2017


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Cassazione civile, sez. III, 20/01/2017, (ud. 27/06/2016, dep.20/01/2017),  n. 1417

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 25821-2013 proposto da:

C.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

TIBULLO 10, presso lo studio dell’avvocato STEFANO MUCCIFUORA,

rappresentato e difeso dall’avvocato ALFREDO MARTUCCI SCHISA giusta

procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

GENERALI ITALIA SPA (già INA ASSITALIA SPA), conferitaria del ramo

di azienda assicurativo Direzione per l’Italia di ASSICURAZIONI

GENERALI SPA, a mezzo della propria mandataria e rappresentante

GENERALI BUSINESS SOLUTIONS SCPA, in persona dei suoi procuratori

speciali Dott. P.V. e Dott. D.G.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. D’AREZZO 32, presso lo

studio dell’avvocato MATTEO MUNGARI, rappresentata e difesa

dall’avvocato RENATO MAGALDI giusta procura speciale in calce al

controricorso;

– controricorrente –

e contro

CA.EL.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 937/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 13/03/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

27/06/2016 dal Consigliere Dott. GIACOMO TRAVAGLINO;

udito l’Avvocato RENATO MAGALDI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

RENZIS LUISA che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Viene impugnata dinanzi a questa Corte la sentenza della Corte di appello di Napoli con la quale era stato rigettato il gravame proposto dall’odierno ricorrente avverso la pronuncia dell’omonimo Tribunale, dichiarativa della inammissibilità della sua domanda di risarcimento danni subiti in occasione di un sinistro stradale per violazione del consolidato principio di diritto di infrazionabilità (del credito e della relativa) domanda risarcitoria.

Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

Tanto è a dirsi per patente violazione del principio posto dall’art. 366 c.p.c., comma 3 in tema di esposizione dei fatti di causa.

Tale principio, per costante giurisprudenza di questa Corte, non può dirsi rispettato nell’ipotesi (quale quella di specie) di cd. assemblaggio totale di tutti gli atti del procedimento, esposti in defatigante sequenza, meramente cronologica, senza che a tale, ormai non più necessaria esposizione, segua poi una originale parte narrativa volta alla necessaria sintesi del fatto sostanziale e processuale (Cass. 12803/2012, 1905/2012, nonchè, funditus, Cass. ss.uu. 19255/2010), così onerandosi inammissibilmente la Corte di una lettura di tali atti, non potendo ritenersi legittimamente assolta dall’indicazione di una congerie di elementi estranei al ricorso la funzione riassuntiva sottesa alla previsione della sommarietà dell’esposizione del fatto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione, che si liquidano in complessivi Euro 5200, di cui 200 per spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari alla somma già dovuta, a norma del predetto art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 27 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 gennaio 2017

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