Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14167 del 12/07/2016


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Cassazione civile sez. VI, 12/07/2016, (ud. 08/04/2016, dep. 12/07/2016), n.14167

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento di competenza 11752-2015 proposto da:

TENUTA CARLINA SAS DI P.A. & C., in persona

dell’amministratore unico pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA ARENULA 21, presso lo studio dell’avvocato DANILO

TONON, che la rappresenta e difende, giusta procura speciale in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

BANCA MONTE DEI PASCITI DI SIENA SPA, in persona della Responsabile

del Settore Dipartimentale di Capogruppo Bancaria con Funzione

Recupero Crediti della Banca Monte dei Paschi di Siena Spa,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTONIO BOSIO 2, presso lo

studio dell’avvocato MASSIMO LUCONI, che la rappresenta e difende,

giusta delega in calce alla memoria difensiva;

– resistente –

contro

BANCA CR FIRENZE SPA, in persona del Procuratore Speciale pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma V.le Bruno Buozzi 82,

presso lo studio dell’Avvocato Antonella Iannetta, che la

rappresenta e difende, giusta delega in calce alla memoria;

– resistente –

sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. Sergio Del

Core chiede che la Corte di Cassazione in Camera di Consiglio

dichiari la inammissibilità dell’istanza;

avverso la sentenza del TRIBUNALE di SIENA, depositata il 06/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’08/04/2016 dal Consigliere Dott. ANDREA SCALDAFERRI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

La società Tenuta Carlina International s.a.s. ha proposto regolamento di competenza avverso la ordinanza, emessa il 6 marzo 2015 e comunicata il successivo 1 aprile, con la quale il Tribunale di Siena, in relazione ai procedimenti iscritti ai numeri 71/13 e 38/14 instaurati rispettivamente da Banca CR Firenze s.p.a. e Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. per dichiarazione di fallimento della odierna ricorrente, ha dichiarato la propria incompetenza per territorio in favore del Tribunale di Roma.

Al ricorso resistono con distinte memorie la Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. e la Banca CR Firenze s.p.a. – che ha anche depositato ulteriore memoria ex art. 378 c.p.c. – instando per la declaratoria di inammissibilità della richiesta di regolamento.

In tal senso ha concluso anche il Procuratore Generale.

Il Collegio ritiene tali conclusioni meritevoli di accoglimento, considerando: a) che nella ordinanza impugnata il Tribunale di Siena ha pienamente condiviso la tesi, prospettata dalla odierna società ricorrente in sede prefallimentare a sostegno della sollevata eccezione di incompetenza, secondo la quale al trasferimento della sede legale da (OMISSIS), pur anteriore di oltre un anno al deposito della istanza di fallimento, corrispondeva già (in base ai dati di riscontro ivi indicati) l’effettiva ubicazione in (OMISSIS) del centro dell’attività direttiva ed amministrativa della impresa; b) che, nel ricorso per regolamento, la società ricorrente non ha evidenziato alcun errore, in fatto e in diritto, inficiante il provvedimento declinatorio, del quale In solo paventato l’astratta possibilità che esso sia incorretto; c) che tale evenienza potrà semmai essere rilevata dal tribunale investito della procedura, unico legittimato a richiedere d’ufficio il regolamento di competenza a norma dell’art. 45 c.p.c..

La declaratoria di inammissibilità si impone dunque, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese di questo regolamento, che si liquidano come in dispositivo.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la società ricorrente al rimborso in favore della resistente delle spese di questo regolamento, in Euro 5.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi) oltre spese generali forfetarie e accessori di legge.

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2016

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