Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 141 del 05/01/2017

Cassazione civile, sez. II, 05/01/2017, (ud. 29/09/2016, dep.05/01/2017),  n. 141

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

D.F., rappresentato e difeso, in forza di procura

speciale a margine del ricorso, dall’Avv. Valerio Freda, con

domicilio eletto presso il dott. Daniel De Vito in Roma, via Anton

Giulio Barrili, n. 49;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro

tempore, rappresentato e difeso, per legge, dall’Avvocatura generale

dello Stato, con domicilio presso gli Uffici di questa in Roma, via

dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli n. 3598/14 in

data 25 agosto 2014.

Udita la relazione della causa svolta nell’udienza pubblica del 29

settembre 2016 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

uditi l’Avvocato Valerio Freda e l’Avvocato dello Stato Fabio

Tortora;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale dott. Servello Gianfranco, che ha concluso per l’estinzione

del processo per intervenuta rinuncia.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che con ricorso depositato in data 11 febbraio 2010, D.F. proponeva opposizione avverso l’ordinanza n. 74586, notificata il 19 gennaio 2010, con la quale il Ministero dell’economia e delle finanze gli aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 7.028 per avere effettuato con la Cassa Arianese di Mutualità transazioni finanziarie in contanti, senza il tramite di intermediari abilitati, in violazione del D.L. 3 maggio 1991, n. 143, art. 1 convertito in L. 5 luglio 1991, n. 197;

che il Tribunale di Ariano Irpino, con sentenza in data 2 aprile 2013, accoglieva l’opposizione nel merito;

che avverso tale sentenza proponeva appello il Ministero dell’economia e delle finanze, chiedendone l’integrale riforma;

che si costituiva il D. che insisteva per la conferma della sentenza appellata, proponendo a sua volta appello incidentale con cui tra l’altro reiterava l’eccezione di prescrizione e deduceva altre violazioni di carattere formale, ed instando per l’applicazione della sanzione in misura pari al minimo edittale;

che la Corte d’appello di Napoli, con sentenza in data 25 agosto 2014, ha accolto il gravame principale, rigettando l’opposizione proposta dal D., e ha compensato tra le parti le spese del doppio grado;

che per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso il D., articolandolo su cinque motivi;

che il Ministero ha resistito con controricorso, proponendo a sua volta ricorso incidentale, affidato ad un motivo, relativamente al capo sulle spese.

Considerato che con atto depositato in cancelleria in data 28 settembre 2016 il D. ha rinunciato al ricorso, avendo transatto la controversia con l’Amministrazione attraverso la pattuizione del pagamento totale della sanzione come determinata dalla Corte d’appello e la compensazione integrale delle spese di lite;

che all’atto di rinuncia del ricorrente ha aderito l’Avvocatura generale dello Stato, che a sua volta ha rinunciato al ricorso incidentale;

che, essendo sopravvenuta la rinuncia al ricorso, principale ed incidentale, va dichiarata l’estinzione del processo;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, attesa l’adesione della controricorrente Amministrazione alla rinuncia.

PQM

La Corte dichiara l’estinzione del processo per intervenuta rinuncia.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 29 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 gennaio 2017

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