Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14083 del 07/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 07/06/2017, (ud. 11/04/2017, dep.07/06/2017),  n. 14083

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCININNI Carlo – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – rel. Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 13027/12 proposto da:

Agenzia delle Entrate, elett.te domic. in Roma, alla Via dei

Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura dello Stato che la rappres. e

difende;

– ricorrente –

contro

M.G.;

– intimato non costituito –

avverso la sentenza n. 16/3/2011 della Ctr della Puglia, depositata

in data 9/5/2011;

udita la relazione del Consigliere Dott. Rosario Caiazzo, nella

camera di consiglio dell’11.4.2017.

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

M.G. propose ricorso, innanzi alla Ctp di Bari, avverso un avviso accertamento diretto al recupero a tassazione di imponibile non dichiarato, esponendo che i crediti per lavori oggetto d’appalto erano stati svalutati nel bilancio per l’anno 2004, poichè l’impresa fu sottoposta a liquidazione coatta amministrativa nel 2003.

La Ctp rigettò il ricorso per mancata prova della legittimità delle svalutazioni dei crediti.

La Ctr accolse l’appello del contribuente.

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione formulando due motivi.

Con il primo motivo, la ricorrente ha denunciato la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., lamentando che la Ctr aveva erroneamente ritenuto la svalutazione sui crediti, in quanto certa, ai fini della relativa deducibilità non tenendo conto dell’omessa prova di tale svalutazione.

Con il secondo motivo, la ricorrente ha denunziato la violazione e falsa applicazione dell’art. 101 T.U.I.R., circa il periodo di competenza della deduzione delle perdite su crediti.

Non si è costituito il M..

Il ricorso è inammissibile, in quanto non risulta perfezionata la notificazione presso il domicilio eletto (lo studio del difensore commercialista).

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate tentò la notificazione del ricorso, mediante spedizione di raccomandata al difensore domiciliatario del contribuente che non fu recapitata per irreperibilità del destinatario.

Dall’avviso prodotto si evince la spedizione della raccomandata relativa al deposito del piego presso l’ufficio postale.

La Corte intende dare continuità al principio affermato secondo cui la notifica presso il domicilio dichiarato nel giudizio “a quo”, che abbia avuto esito negativo perchè il procuratore si sia successivamente trasferito altrove, non ha alcun effetto giuridico, dovendo essere effettuata al domicilio reale del procuratore (quale risulta dall’albo, ovvero dagli atti processuali, come nel caso di timbro apposto su comparsa conclusionale di primo grado) anche se non vi sia stata rituale comunicazione del trasferimento alla controparte. Ed infatti, il dato di riferimento personale prevale su quello topografico, e non sussiste alcun onere del procuratore di provvedere alla comunicazione del cambio di indirizzo; tale onere è previsto, infatti, per il domicilio eletto autonomamente, mentre l’elezione operata dalla parte presso lo studio del procuratore ha solo la funzione di indicare la sede dello studio del procuratore, sicchè costituisce onere del notificante l’effettuazione di apposite ricerche atte ad individuare il luogo di notificazione. Siffatto onere manifestamente non si pone in contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., potendo l’attività di ricerca posta a carico della parte essere svolta agevolmente, sicchè non è configurabile una lesione del canone della ragionevolezza nè alcuna limitazione del diritto di difesa (Cass., n. 8287 del 7.6.2002).

E’ stato altresì affermato che, qualora la notificazione dell’impugnazione presso il procuratore costituito non sia andata a buon fine, per non avere l’ufficiale giudiziario reperito detto procuratore nel luogo indicato dall’istante, la questione della conoscenza o conoscibilità del diverso recapito del procuratore medesimo, anche se il trasferimento non sia stato comunicato da controparte, non ha alcun rilievo giuridico, atteso che la rinnovazione della notificazione deve avvenire entro la scadenza del termine fissato per l’impugnazione. Detto termine, in quanto perentorio, non è prorogabile, nè soggetto a sospensione o interruzione se non nei casi previsti dalla legge; ne consegue che esso decorre durante il tempo necessario per le ricerche del nuovo recapito del procuratore destinatario, restando a carico dell’istante il rischio di decadenza per mancato rispetto del termine stesso (Cass., n. 17402 del 6.12.2002).

Nel caso concreto, la ricorrente non ha allegato di aver compiuto ricerche in ordine al nuovo recapito del difensore domiciliatario del contribuente, a seguito del mancato rinvenimento per irreperibilità di quest’ultimo presso il domicilio dichiarato; ne consegue che l’omesso adempimento di tale onere abbia comportato la decadenza dall’impugnazione e, dunque, l’inammissibilità del ricorso.

Nulla per le spese.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 giugno 2017

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