Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14074 del 21/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 21/05/2021, (ud. 19/01/2021, dep. 21/05/2021), n.14074

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10431-2020 proposto da:

S.E., elettivamente domiciliato presso la cancelleria della

CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’Avvocato MICHELE PAROLA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS);

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di TORINO, depositato il 21/02/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 19/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ALDO

ANGELO DOLMETTA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – S.E., proveniente da terra nigeriana ((OMISSIS)), ha presentato ricorso avverso il provvedimento della Commissione territoriale di Torino, di diniego di riconoscimento della protezione internazionale (status di rifugiato; protezione sussidiaria), come pure di quello di riconoscimento della protezione umanitaria.

Con decreto depositato in data 21 febbraio 2020, il Tribunale di Torino ha respinto il ricorso.

2.- Il decreto ha rilevato, in particolare, che il racconto esposto dal richiedente circa le ragioni e modalità che lo hanno indotto a lasciare la terra di origine era non credibile: “le dichiarazioni in ordine alla setta degli (OMISSIS) appaiono non plausibili e inverosimili… anche per il fatto che non trovano riscontro nelle fonti”: “i membri della società segreta degli (OMISSIS) sono persone ricche e influenti, i criteri di reclutamento selettivi, contrariamente alla famiglia del richiedente di estrazione contadina”; l'”adesione alla setta per via ereditaria è su base esclusivamente volontaria”, “possono aderire anche persone di religione cristiana”.

In relazione al tema della protezione sussidiaria, di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, lett. c), il provvedimento ha poi osservato, sulla base di più fonti ((OMISSIS); (OMISSIS); (OMISSIS)), che la situazione di pericolo “riguarda non tutto il vastissimo territorio nigeriano, bensì solo alcune zone del Paese, comunque diverse e distanti da quelle di provenienza del richiedente”.

Non sono emersi – ha annotato ancora il Tribunale, avendo riguardo al tema della protezione umanitaria – profili di vulnerabilità specifici alla persona del richiedente. Di “durata” troppo “breve” per essere significativi al riguardo sono, in particolare, i “contratti di lavoro a tempo determinato come bracciante agricolo, da agosto a settembre 2018 e da agosto a ottobre 2019”.

3. – Avverso questo provvedimento S.E. ha presentato ricorso per cassazione, affidato a due motivi.

Il Ministero non si è costituito nel presente grado del giudizio, essendosi limitato, con foglio datato 19 maggio 2020, a chiedere di potere eventualmente partecipare all'”udienza di discussione della causa ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1″, ove fissata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4. – Il ricorrente rimprovera al Tribunale: (i) col primo motivo, la “violazione di legge in ordine alla corretta interpretazione dell’ambito applicativo del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14”, per avere ritenuto “del tutto inveritiero” il racconto esposto dal richiedente; (ii) col secondo motivo, la “violazione di legge in ordine alla corretta interpretazione dell’ambito applicativo del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6”, perchè avrebbe dovuto valutare il “positivo e fattivo inserimento nel contesto sociale” del richiedente.

5. – Il ricorso è inammissibile.

5.1. – Quanto al primo motivo, occorre rilevare che la valutazione di non credibilità del racconto del richiedente dà luogo a un apprezzamento di fatto, che è riservato al giudice del merito, ove sia effettuata secondo i criteri previsti dal D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 5, comma 3, e sia sorretta da motivazione ragionevole e non implausibile (cfr., per tutte, Cass., 9 luglio 2010, n. 14674).

Nel caso di specie, il Tribunale ha senz’altro rispettato questi parametri; del resto, il motivo di ricorso non viene neppure a confrontarsi con le inverosimiglianze manifestate dal racconto del richiedente in relazione alle caratteristiche della setta degli (OMISSIS): che è il punto, peraltro, su cui si incentra propriamente la valutazione di non credibilità che è stata svota dal decreto impugnato.

5.2. – Il secondo motivo non si confronta con la motivazione addotta dal Tribunale torinese in punto di non riconoscimento della protezione umanitaria. Questo, infatti, si è volto a esaminare il percorso di integrazione compiuto dal richiedente, per valutarlo come “non sufficiente”, specie in ragione del fatto che questa non presenta tratti reali di effettiva significatività.

6. – Non ha luogo procedersi alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità, attesa la mancata costituzione del Ministero.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile – 1, il 19 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 21 maggio 2021

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