Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14059 del 11/06/2010

Cassazione civile sez. I, 11/06/2010, (ud. 11/05/2010, dep. 11/06/2010), n.14059

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 12295-2006 proposto da:

A.R. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA COLA DI RIENZO 163, presso l’avvocato

D’ALESSIO GIORGIO, che lo rappresenta e difende unitamente

all’avvocato FRATACCIA GIUSEPPE, giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

D.V.V.;

– intimata –

sui ricorso 16042-2006 proposto da:

D.V.V. (C.F. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA OTTAVIANO 66, presso l’avvocato PASCUCCI

ORESTE, che la rappresenta e difende, giusta procura a margine del

controricorso e ricorso incidentale;

– controricorrenti, e ricorrente incidentale –

contro

A.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COLA DI

RIENZO 163, presso l’avvocato D’ALESSIO GIORGIO, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato FRATACCIA GIUSEPPE, giusta procura a

margine del controricorso al ricorso incidentale;

– controricorrente al ricorso incidentale –

avverso la sentenza n. 1931/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 04/05/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza

dell’11/05/2010 dal Consigliere Dott. FRANCESCO FELICETTI;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato GIORGIO D’ALESSIO che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso principale, il rigetto dell’incidentale;

udito, per la controricorrente e ricorrente incidentale, l’Avvocato

ORESTE PASCUCCI che ha chiesto il rigetto del ricorso principale,

l’accoglimento dell’incidentale;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GOLIA AURELIO che ha concluso per il rigetto di entrambi i ricorsi.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Il tribunale di Roma con sentenza del 22 marzo 2002 pronunciava la separazione personale fra A.R. e D.V.V., rigettando le rispettive domande di addebito e attribuendo alla D. V. un assegno di separazione di Euro 900,00 mensili. Proposte impugnazioni da entrambe le parti, la Corte d’appello di Roma, con sentenza depositata il 4 maggio 2005, le rigettava. Avverso tale sentenza l’ A. ha proposto ricorso a questa Corte con atto notificato il 12 aprile 2006, formulando due motivi. La D.V. resiste con controricorso e ricorso incidentale notificati il 18 maggio 2006. Il ricorrente ha anche depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. I ricorsi vanno riuniti per essere decisi congiuntamente ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

2. Con il primo motivo del ricorso principale si denunciano la violazione dell’art. 151 cod. civ., artt. 116 e 345 c.p.c., nonchè vizi motivazionali. Con il motivo si lamenta che la Corte d’appello, dopo avere menzionato che con ordinanza 2 marzo 2004 aveva “già dichiarato l’inammissibilità delle deduzioni istruttorie formulate negli atti difensivi”, ha valutato la domanda di addebito con riferimento al materiale probatorio in atti rigettandola, senza tenere conto di un insieme di ulteriori elementi.

Il motivo è inammissibile, fondandosi su fatti che il ricorrente si limita ad elencare, senza alcun preciso e specifico riferimento agli atti di causa dai quali dovrebbero risultare ed alle relative produzioni. Fatti, inoltre, in parte riferentisi a circostanze palesemente prive di decisività sotto il profilo del nesso di causalità con la richiesta di addebito per essere anteriori ad un’intervenuta riconciliazione fra i coniugi o posteriori alla stessa sentenza di primo grado; in parte riferibili a prove non ammesse in appello, la cui mancata ammissione non viene censurata nelle sue motivazioni.

3. Con il secondo motivo si denunciano la violazione dell’art. 156 cod. civ. e vizi motivazionali per avere la Corte confermato l’assegno attribuito alla moglie di Euro 900,00 mensili.

Anche tale motivo è inammissibile, non deducendosi con esso specifici elementi idonei a inficiare, nè in diritto nè sotto l’aspetto probatorio, le ragioni dell’attribuzione e quantificazione dell’assegno, risolvendosi unicamente nella censura delle valutazioni di merito compiute al riguardo dalla Corte d’appello.

4. Anche il ricorso incidentale – con il quale si chiede che la separazione sia addebitata al marito e l’assegno sìa aumentato ad Euro 1.250,00 mensili – va dichiarato inammissibile, deducendosi con esso un’insieme di elementi di fatto, senza alcuna indicazione delle relative risultanze in atti e senza formulare specifiche e adeguate censure, nè in diritto nè sotto il profilo motivazionale, avverso la sentenza della Corte d’appello, domandandosi a questa Corte nella sostanza una diversa decisione di merito.

Stante la reciproca soccombenza si ravvisano giusti motivi per compensare fra le parti le spese del giudizio.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE Riunisce i ricorsi e li dichiara inammissibili. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima civile, il 11 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 11 giugno 2010

 

 

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