Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14037 del 07/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 07/07/2020, (ud. 10/12/2019, dep. 07/07/2020), n.14037

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PERRINO Angelina Maria – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. MELE Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6053-2013 proposto da:

PAPPALARDO COSTRUZIONI SRL, elettivamente domiciliata in ROMA VIA

CIPRO N. 46, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO NOSCHESE,

rappresentata e difesa dall’avvocato MARILENA MARTUSCELLI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI SALERNO;

– intimata –

avverso la sentenza n. 422/012 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. della

Campania, depositata il 19/07/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/12/2019 dal Consigliere Dott. MELE FRANCESCO.

Per la cassazione della sentenza della commissione tributaria

regionale della Campania sezione staccata di Salerno n. 422/4/2012

depositata il 19.7.2012.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10 dicembre 2019 dal relatore, cons. Mele Francesco.

Fatto

RILEVATO

che

– La srl Pappalardo Costruzioni proponeva ricorso avverso avviso di accertamento per Ires, Irap ed Iva per l’anno 2006, formato sulla base del processo verbale di accesso redatto da funzionari dell’Agenzia delle Entrate, della dichiarazione dei redditi e dell’invito (rimasto inevaso, se si eccettua l’estratto conto bancario) ad esibire la documentazione relativa ai preliminari di vendita degli immobili ceduti nell’anno e dei pagamenti ricevuti dagli acquirenti; avviso -fondato sulla riscontrata antieconomicità di gestione dovuta alla differenza degli importi delle vendite risultanti dai preliminari di vendita esibiti dagli acquirenti e il prezzo riportato negli atti pubblici, quantificata, con riferimento a un periodo di sette anni, in Euro 527.000,00- recante rettifica del reddito d’impresa da Euro 101.224,00 ad Euro 629.548,00, con conseguente rideterminazione delle imposte sopra indicate, oltre sanzioni.

– La commissione tributaria provinciale di Salerno -nel contraddittorio tra le parti- rigettava le eccezioni procedurali formulate dalla ricorrente e, nel merito, accoglieva in parte il ricorso riducendo l’importo dei maggiori ricavi ad Euro 114.750,00.

– Tale sentenza -gravata di appello da entrambe le parti- era riformata dalla CTR che accoglieva l’appello dell’ufficio e rigettava quello della società.

– Per la cassazione della predetta sentenza la srl Pappalardo Costruzioni propone ricorso affidato a quattro motivi, al quale resiste, con controricorso, l’Agenzia delle Entrate. La società deposita memoria difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– Detto preliminarmente che l’eccezione di inammissibilità del ricorso, sollevata dalla controricorrente, perchè proposto oltre il termine di cui all’art. 327 c.p.c. non è fondata essendo stato il ricorso notificato il 5 marzo 2013 e la sentenza impugnata pubblicata il 19.7.2012, i motivi di cui consta il ricorso, recano: 1) “Nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 118 dist. att. c.p.c. e, per quanto concerne il processo tributario, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4 per carenza assoluta di motivazione sulle ragioni di riforma della sentenza di primo grado; omessa ed insufficiente motivazione in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 5 per omessa ed inesatta rilevazione e valutazione delle prove acquisite al giudizio”; 2) “Nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 118 disp. Att. c.p.c. D.Lgs. n. 546 del 1992, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per carenza assoluta di motivazione relativamente ai motivi di appello della società Pappalardo Costruzioni; omessa ed insufficiente motivazione in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 5”; 3) “Nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 118 disp. Att. c.p.c. e, per quanto concerne il processo tributario, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per carenza assoluta di motivazione sull’eccezione di violazione della normativa di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37 bis, commi 4 e 5 in tema di criteri contrari ai canoni dell’economicità.”; 4) “Nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 118 dist. Att. c.p.c. e, per quanto concerne il processo tributario, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4 per omessa pronuncia e carenza assoluta di motivazione sull’eccezione di violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 35 per avere la sentenza di primo grado omesso di pronunciarsi o per non avere adeguatamente motivato le ragioni di rigetto della ricorrente.”.

– Con il primo motivo, la ricorrente censura la sentenza laddove la CTR, nell’accogliere l’appello dell’ufficio, ha affermato “le argomentazioni difensive dell’ufficio poste a base dell’opposizione risultano fondate per mancata produzione, da parte del contribuente, nella qualità, degli atti contabili dimostrativi dei tempi di pagamento indicati nel prospetto difensivo portato in sede di ricorso.”

– Il motivo è fondato.

– La riforma della sentenza di primo grado -fondata sulle “argomentazioni difensive dell’ufficio”, genericamente richiamate- è priva di motivazione, non rinvenendosi in essa esplicitate le ragioni del diverso avviso assunto dalla CTR rispetto alla sentenza di prime cure se servito dalla quale e compreso la quale aveva motivato il proprio convincimento con riferimento ai preliminari di compravendita (documentazione proveniente dalla contribuente), valutati, sul piano probatorio, da ogni punto di vista: se, da tali atti, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha tratto elementi per presumere che il prezzo degli appartamenti fosse maggiore di quello dichiarato negli atti pubblici, i medesimi atti sono stati ritenuti idonei, secondo una dichiarata “logica equivalenza probatoria”, -per come si legge nella sentenza della CTP- a corroborare “l’assunto attoreo (…) secondo cui gran parte dell’omessa fatturazione si sarebbe consumata tra il 2003 e il 2004 e, quindi, non potrebbe essere riferita all’esercizio finanziario 2006 oggetto del contestato accertamento.”

– L’accoglimento del primo motivo fa sì che restino assorbiti gli altri.

– La sentenza va dunque cassata con rinvio, anche per le spese, alla commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 10 dicembre 2019.

Depositato in cancelleria il 7 luglio 2020

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