Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14024 del 10/06/2010

Cassazione civile sez. II, 10/06/2010, (ud. 19/02/2010, dep. 10/06/2010), n.14024

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – rel. Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 7944-2008 proposto da:

G.D.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

AUGUSTO RIBOTY 21, presso lo studio dell’avvocato VITALI ALFREDO, che

lo rappresenta e difende, come da procura speciale in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE di CAPALBIO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 453/2007 del GIUDICE DI PACE di ORBETELLO,

depositata il 04/06/2007;

– udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/02/2010 dal Consigliere Dott. IPPOLISTO PARZIALE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LECCISI Giampaolo che nulla osserva.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. – Si tratta di ricorso avverso sentenza del giudice di pace, resa all’esito del giudizio di opposizione a sanzione amministrativa L. n. 689 del 1981, ex art. 23 pubblicata in data successiva all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 40 del 2006, che ha definito una diversa disciplina del regime delle impugnazioni per tali sentenze (appello e non ricorso per Cassazione).

2. – Parte intimata non ha svolto attività difensiva in questa sede.

3. – Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il consigliere relatore delegato ha depositato relazione con la quale ritiene che il ricorso possa essere dichiarato inammissibile. La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti.

4. E’ pervenuta tempestiva memoria del ricorrente, con la quale si chiede la riammissione in termini ai fini della proposizione della rituale impugnazione, posto che al momento della proposizione del ricorso per cassazione non era ancora decorso il termine per proporre appello.

5. – Il ricorso va dichiarato inammissibile. E’ stato proposto avverso un provvedimento appellabile e non direttamente ricorribile in Cassazione. Infatti, l’art. 26 del citato D.Lgs. ha abrogato la L. n. 689 del 1981,art. 23, u.c. che consentiva l’immediata ricorribilità in Cassazione dei provvedimenti emessi all’esito della procedura delineata dal predetto art. 23, e ne ha previsto (modificando l’art. 23 citato, comma 5) l’appellabilità. Il successivo art. 27 di tale Decreto, dettando la disciplina transitoria, ha previsto, al comma 5, che tale nuova disciplina si applica “alle ordinanze pronunciate ed alle sentenze pubblicate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Il decreto legislativo in questione è stato pubblicato nella G.U. del 15 febbraio 2006 ed è entrato in vigore il quindicesimo giorno successivo (il 2 marzo 2006).

Il provvedimento oggi impugnato per Cassazione rientra nella previsione della disciplina transitoria appena richiamata con la conseguenza che il regime delle impugnazioni è quello dettata dal nuovo testo della L. n. 689 del 1981, art. 23 (appello e non ricorso per cassazione).

6. – Non può essere accolta l’istanza di riammissione in termini proposta con la memoria, non rientrando tale provvedimento nei poteri della Corte.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 19 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2010

 

 

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