Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14012 del 25/06/2011

Cassazione civile sez. II, 25/06/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 25/06/2011), n.14012

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 18215-2008 proposto da:

O.A., M.J., elettivamente domiciliati in ROMA,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato

SPAMPINATO ROSARIO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

FALLIMENTO OCREM di BARBAGALLO SALVATORE SNC e Fallimento personale

del socio illimitatamente responsabile, in persona del Curatore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FABIO MASSIMO 107, presso lo

studio dell’avvocato LOCATELLI ANDREA, rappresentato e difeso

dall’avvocato NICOLOSI SALVATORE, giusta procura speciale alle liti

in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

MI.DO.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 547/2007 della CORTE D’APPELLO di CATANIA del

16.3.07, depositata il 28/05/2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. DE CHIARA Carlo;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RUSSO

Rosario Giovanni.

Fatto

PREMESSO

Che nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si legge quanto segue:

“1. – Viene impugnata sentenza dichiarativa di inammissibilità dell’appello proposto avverso sentenza di primo grado dichiarativa, tra l’altro, della nullità di atto di compravendita avente come parti (sostanziali), oltre all’acquirente sig.ra M.J., attuale ricorrente, i venditori sigg. B.S. e Mi.Do.. La Corte di appello ha ritenuto il difetto di “apposita attestazione” della data di consegna dell’atto di impugnazione all’ufficiale giudiziario, per la notifica, entro il termine di decadenza del 4 febbraio 2004.

Questa Corte ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi della sig.ra Mi., che in occasione della notifica del ricorso era risultata deceduta. I ricorrenti hanno tempestivamente provveduto alla notifica dell’atto di integrazione ai sigg. C. e B.A.R.V..

2. – Il ricorso merita di essere trattato in camera di consiglio per le seguenti, alternative ragioni:

a) inammissibilità del medesimo, ove si ritenga indispensabile la prova (allo stato non fornita) della qualità di eredi della sig.ra Mi. in capo ai soggetti destinatari dell’atto di integrazione (le eccezioni di inammissibilità sollevate nel controricorso non hanno invece pregio: la tempestività del ricorso per cassazione, infatti, è documentata dalla relata negativa di notifica alla defunta sig.ra Mi. in data 20 giugno 2008, il che fa dedurre la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario entro tale data, corrispondente a quella di scadenza del termine per impugnare; il motivo di ricorso, inoltre, reca un’adeguata formulazione del quesito di diritto ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., e tanto basta trattandosi di denuncia di error in procedendo);

b) manifesta fondatezza del ricorso (ove si ritenga non necessaria la prova della qualità di eredi, di cui sopra si è detto, ovvero essa venga in seguito fornita ai sensi dell’art. 372 c.p.c.), alla luce di Cass. Sez. Un. 14294/2007, secondo cui, “in mancanza di una disciplina la quale richieda un determinato tipo di prova legale in ordine alla tempestività della consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, tale tempestività va valutata sulla base di elementi i quali offrano sufficienti garanzie di certezza ed a tal fine va riconosciuta la astratta idoneità del timbro apposto sull’atto da notificare ai fini della liquidazione delle spese di notifica, ove dallo stesso risultino una data e il riferimento al numero del registro cronologico che l’ufficiale giudiziario deve tenere ai sensi del D.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229, art. 116, lett. a)”, salvo il caso di contestazione della conformità al vero di quanto da quel timbro indirettamente risulta (caso nel quale scatta per l’interessato l’onere di esibire idonea certificazione dell’ufficiale giudiziario).

A margine dell’atto di appello, infatti, risulta l’annotazione di un’addizione, apparentemente corrispondente – come sostengono i ricorrenti – alla specifica delle spese di notifica, con un timbro “4 FEB. 2004”, e sul margine superiore è annotato il n. “05246”, che i ricorrenti sostengono essere il numero del registro cronologico tenuto dall’ufficiale giudiziario. Considerato che non risulta, nè dal controricorso, nè dalla sentenza, nè dagli altri atti in possesso di questa Corte, che controparte abbia formulato specifiche censure circa l’attendibilità di tali annotazioni, può con sufficiente sicurezza ritenersi che effettivamente l’atto di appello sia stato consegnato all’ufficiale giudiziario, per la notifica, il 4 febbraio 2004″.

Diritto

CONSIDERATO

Che detta relazione è stata ritualmente comunicata e notificata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 3;

che il solo avvocato di parte ricorrente ha presentato memoria documentando, altresì, la qualità di eredi della sig.ra Mi. in capo ai sigg. C. e B.A.R.V., destinatari dell’atto di integrazione del contraddittorio;

che dunque è superata la ragione di inammissibilità del ricorso ipotizzata nella relazione;

che il. Collegio condivide le restanti considerazioni svolte nella stessa;

che pertanto il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio, per un nuovo esame, al giudice indicato in dispositivo, il quale provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Catania in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 25 giugno 2011

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