Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14009 del 10/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 10/06/2010, (ud. 13/05/2010, dep. 10/06/2010), n.14009

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – rel. Presidente –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

R.S., elettivamente domiciliato in Roma, via Vincenzo

Bellini n. 4, presso lo studio dell’avv. Clarizia Renato che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale della Lombardia, sez. 66^, n. 8, depositata il 18 febbraio

2008.

Letta la relazione scritta redatta dal consigliere relatore Dott.

Aurelio Cappabianca;

constatata la regolarità delle comunicazioni di cui all’art. 380 bis

c.p.c., comma 3.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO E DIRITTO

– che il contribuente – ingegnere – presentò istanza di rimborso dell’irap pagata per gli anni dal 1999 al 2003 e propose, quindi, ricorso sul silenzio-rifiuto conseguentemente formatosi;

che l’adita commissione provinciale dichiarò inammissibile l’istanza relativa ai versamenti operati nel 2003 ed accolse il ricorso in merito alle ulteriori annualità in contestazione, con decisione, che, in esito all’appello dell’Agenzia, fu, tuttavia, riformata dalla commissione regionale;

– che, nel suo nucleo essenziale, la decisione risulta così motivata: “…dalla documentazione allegata, emerge un consistente volume di affari reso possibile da una significativa struttura, evidenziata dall’entità dei costi di gestione. Ammortamenti, collaborazioni e spese documentate stanno sicuramente a dimostrare una potenzialità di produrre reddito superiore alla semplice autorganizzazione del proprio lavoro personale. Attesa l’esistenza di un’organizzazione sicuramente autonoma, ma altrettanto significativa sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, sussistono i presupposti per l’assoggettamento ad IRAP dei redditi prodotti, con il conseguente diniego al rimborso richiesto …”;

rilevato:

– che, avverso la decisione di appello, il contribuente ha proposto ricorso in cassazione, deducendo: violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia;

– che l’Agenzia ha resistito con controricorso ed illustrato le proprie ragioni anche con memoria;

osservato:

– che, in materia, questa Corte ha puntualizzato: che, alla luce dell’I’nterpretazione fornita dalla Corte costituzionale nella sentenza 156/01, l’attività di lavoro autonomo, diversa dall’esercizio di impresa commerciale integra il presupposto impositivo dell’irap soltanto ove si svolga per mezzo di una attività autonomamente organizzata;

– che il requisito organizzativo rilevante ai fini considerati, il cui accertamento spetta al giudice di merito (con valutazione insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato), sussiste quando il contribuente, che sia responsabile dell’organizzazione e non sia inserito in strutture riferibili alla responsabilità altrui, eserciti l’attività di lavoro autonomo con l’impiego di beni strumentali, eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività autoorganizzata per il solo lavoro personale, o si avvalga, in modo non occasionale, del lavoro altrui;

– che è onere del contribuente, che chieda il rimborso di detta imposta, allegare la prova dell’assenza delle condizioni costituenti il presupposto impositivo” (cfr. Cass. 3680/07, 3678/07, 3676/07, 3672/07);

– che, fermo tale principio ed atteso che l’entità dei compensi conseguiti non costituisce, di per sè, indice di assoggettamento ad irap, la sentenza impugnata appare del tutto inadeguatamente motivata, posto che non rivela in concreto gli specifici elementi in funzione dei quali ha ritenuto di ravvisare la ricorrenza del requisito dell'”autonoma organizzazione” e la conseguente l’assoggettabilità del contribuente all’imposta;

ritenuto:

– che il ricorso del contribuente si rivela pertanto, nei termini indicati, manifestamente fondato, sicchè va accolto nelle forme di cui agli artt. 375 e 380 bis c.p.c.;

– che la sentenza impugnata va, dunque, cassata, con rinvio della causa, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità, ad altra sezione della Commissione Tributaria regionale della Lombardia.

P.Q.M.

la Corte: accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità, ad altra sezione della Commissione Tributaria regionale della Lombardia.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 13 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2010

 

 

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