Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14005 del 24/06/2011

Cassazione civile sez. II, 24/06/2011, (ud. 02/02/2011, dep. 24/06/2011), n.14005

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PARZIALE Ippolisto – rel. Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 10559-2006 proposto da:

B.M., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato PARODI

LORENZO, giusta mandato in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

DITTA ROBERTO CERCHI;

– intimata –

avverso la sentenza n. 143/2006 del GIUDICE DI PACE di GENOVA del

13/01/06, depositata il 13/01/2006;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

02/02/2011 dal Consigliere Relatore Dott. IPPOLISTO PARZIALE;

è presente il P.G. in persona del Dott. MAURIZIO VELARDI, che nulla

osserva.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. – Alla controversia in esame resta estranea, ratione temporis, la disciplina dettata dal D.Lgs. n. 40 del 2006, risalendo il deposito di provvedimento impugnato ad epoca anteriore alla data (2 marzo 2006) della sua entrata in vigore (artt. 26 e 27 del citato decreto legislativo).

2. – Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il consigliere relatore delegato ha depositato relazione con la quale ritiene che il ricorso possa essere dichiarato inammissibile. La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti costituite.

3. – Il ricorso è inammissibile, per essere soggetta la sentenza impugnata ad appello e non già a ricorso per cassazione.

AI riguardo, occorre osservare che il Giudice di Pace ha deciso una controversia nella quale erano state avanzate due domande tra loro connesse: l’attore aveva chiesto il pagamento della somma di Euro 836, oltre interessi e rivalutazione e il convenuto, in riconvenzionale, il pagamento della somma di Euro 2.148, oltre maggior danno nel limite della competenza per valore del giudice adito. Entrambe le domande trovavano il loro fondamento nel contratto intercorso tra le parti di fornitura di serramenti, per la quale l’attore chiedeva il saldo e il convenuto denunciava l’esistenza di vizi.

La decisione assunta dal Giudice di Pace deve intendersi secondo diritto con conseguente sua appellabilità. Questa Corte ha già avuto occasione di affermare (Cass. 2008 n. 2999) il condiviso principio di diritto, secondo cui “Ove si verifichi un cumulo di domande avanti al giudice di pace e tra le cause cumulate sia una connessione che impone, per pregiudizialità, l’accertamento comune e la conseguente decisione su uno stesso fatto per tutte le cause, essendo inammissibile che l’accertamento e la decisione del fatto comune possano svolgersi per una domanda in via equitativa e per l’altra secondo diritto, si deve ritenere, per esigente di coerenza, che la decisione su tutta la controversia debba avvenire secondo diritto e che, pertanto, nel regime anteriore al D.Lgs. n. 40 del 2006, la decisione del giudice di pace sia appellabile e non ricorribile per cassazione”.

4. – Nulla per le spese.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 2 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 24 giugno 2011

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