Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13931 del 07/07/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. III, 07/07/2016, (ud. 15/03/2016, dep. 07/07/2016), n.13931

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 10414-2013 proposto da:

P.F., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA ANDREA DORIA 16/C, presso lo studio dell’avvocato

CONSOLATO MAFRICI, rappresentato e difeso dall’avvocato LORENZO

FASCI’ giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

ASSICURAZIONI GENERALI SPA, in persona dei suoi legali

rappresentanti C.G. e CA.FR.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SALLUSTIO BANDINI 7, presso

lo studio dell’avvocato SALVATORE CICCOPIEDI, rappresentata e

difesa dall’avvocato PAOLA CARBONE giusta procura in calce al

controricorso;

– controricorrente –

e contro

S.B. (OMISSIS);

– intimato –

Nonchè da:

S.B. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA ANDREA DORIA 16 C, presso lo studio dell’avvocato

CONSOLATO MAFRICI, rappresentato e difeso dall’avvocato PIETRO

MODAFFARI giusta procura in calce al controricorso e ricorso

incidentale;

– ricorrente incidentale –

contro

ASSICURAZIONI GENERALI SPA, in persona dei suoi legali

rappresentanti, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SALLUSTIO

BANDINI 7, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE CICCOPIEDI,

rappresentata e difesa dall’avvocato PAOLA CARBONE giusta procura

in calce al controricorso;

– controricorrente all’incidentale –

e contro

P.F., (OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 6/2013 del TRIBUNALE SEDE DISTACCATA DI MELITO

DI PORTO SALVO, depositata il 17/01/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/03/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO FRANCESCO ESPOSITO;

udito l’Avvocato PAOLA CARBONE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE Ignazio, che ha concluso per l’improcedibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Con sentenza del 7 gennaio 2002 il Giudice di Pace di Melito Porto Salvo accolse la domanda di P.F. di condanna in solido di S.B. e Generali Assicurazioni S.p.A. al risarcimento dei danni patiti dal P. allorquando, mentre aiutava lo S. a scaricare gli attrezzi della pesca dall’autovettura di proprietà dello stesso, assicurata per la r.c.a. con la compagnia Generali, subiva lo schiacciamento della mano in conseguenza della repentina chiusura del cofano posteriore dell’autovettura da parte dello S..

2. Proposto appello dalla compagnia assicuratrice, il Tribunale di Reggio Calabria, sezione distaccata di Melito Porto Salvo, con sentenza del 17 gennaio 2013, in parziale riforma della sentenza impugnata, ha escluso la responsabilità di Generali Assicurazioni per i danni patiti dal P., osservando che, pur rientrando la sosta del veicolo nel concetto di circolazione stradale, il comportamento imprudente tenuto dal P., che avrebbe dovuto accertarsi che le operazioni di scarico fossero terminate prima di chiudere il cofano, aveva interrotto il nesso causale tra la circolazione e l’evento dannoso.

3. Contro la suddetta sentenza P.F. propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo ed illustrato da memoria.

S.B. ha depositato controricorso contenente ricorso incidentale, articolato in due motivi ed illustrato da memoria.

Generali Business Solutions S.p.A., quale procuratrice e come tale in rappresentanza di Generali Assicurazioni S.p.A., resiste al ricorso principale ed al ricorso incidentale con distinti controricorsi.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso proposto da P.F. è improcedibile.

Il ricorrente ha esso stesso dichiarato, nel ricorso proposto, che in data 24 gennaio 2013 gli è stata notificata la sentenza impugnata.

Ciò nondimeno, non ha ottemperato all’obbligo, imposto dall’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2 a pena di improcedibilità, di depositare nella cancelleria della Corte insieme al ricorso copia autentica della sentenza impugnata con la relazione di notificazione se questa – come nella specie riferisce lo stesso ricorrente – è avvenuta, il tutto entro il termine fissato dal medesimo art. 369 c.p.c., comma 1 ovvero nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione alle parti contro le quali il ricorso è proposto.

Il ricorrente si è invece limitato a depositare – come verificato da un attento riscontro nel fascicolo e come del resto risulta dalla nota di deposito e di iscrizione a ruolo datata 2.5.2013, ove è indicato il deposito di copia autentica del provvedimento impugnato, senza alcun riferimento alla relazione di notificazione – copia della sentenza impugnata depositata il 17 gennaio 2013, con l’attestazione di conformità all’originale, e non la copia notificata della sentenza stessa. Deve dunque trovare applicazione il principio, da tempo consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, secondo cui quando il ricorrente alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, ma la depositi senza la copia della relazione di notificazione, il ricorso è improcedibile, ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2 (Cass. civ. ord., sez. 1, 10-12-2010, n. 25070).

2. Per le medesime ragioni va dichiarato improcedibile il ricorso incidentale proposto da S.B., essendo indicato, nella premessa in fatto, che la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria, sezione distaccata di Melito Porto Salvo, è stata notificata il 24 gennaio 2013, senza che sia stata depositata con il ricorso la copia notificata della sentenza impugnata.

Il ricorso incidentale è, in ogni caso, inammissibile.

S.B., dopo aver esposto lo svolgimento delle precedenti fasi processuali, ha chiesto, con il ricorso incidentale contenuto nel controricorso, la cassazione della sentenza impugnata per avere il giudice di appello escluso la responsabilità solidale della compagnia assicuratrice e per avere condannato esso S. al pagamento delle spese del giudizio di secondo grado. A sostegno dell’impugnazione incidentale, S.B. si è limitato a dedurre che il danno lamentato da P.F. era da porsi in collegamento causale con la circolazione del veicolo, con conseguente operatività della copertura assicurativa; ciò in quanto la sosta costituisce una forma di circolazione, sicchè anche i danni prodotti da un veicolo in sosta devono essere ricompresi fra quelli di cui l’assicuratore deve direttamente rispondere ai sensi della L. n. 990 del 1969, attesa la riconducibilità delle conseguenze dannose ad una condotta che è imputabile al conducente ex art. 2054 c.c. Orbene, il ricorrente incidentale, in violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 4, come interpretato dalla giurisprudenza di questa Corte, ha omesso di indicare le affermazioni contenute nella sentenza gravata (della quale è riportato solo il dispositivo) ritenute in contrasto con le norme regolatrici della fattispecie e di evidenziare il percorso logico-giuridico seguito dal giudice di appello, operando una mera contrapposizione della prospettazione giuridica patrocinata rispetto a quella posta a base della decisione impugnata, la cui ratio decidendi non risulta quindi sottoposta ad una specifica e puntuale critica.

3. Le spese del giudizio, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale e del ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1-bis.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso principale ed il ricorso incidentale. Condanna il ricorrente principale ed il ricorrente incidentale al pagamento delle spese del presente giudizio in favore di Generali Business Solutions S.p.A., liquidate – per ciascuno –

in Euro 1.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale e del ricorrente incidentale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Terza Civile, il 15 marzo 2016.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA