Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13915 del 09/06/2010

Cassazione civile sez. I, 09/06/2010, (ud. 21/04/2010, dep. 09/06/2010), n.13915

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 20011/2007 proposto da:

D.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA

CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli

avvocati ZACCAGNINI Piero Emilio, PUGI LEONARD, giusta procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO di PASTOIA;

– intimata –

avverso il decreto N.R.G. 1674/07 del GIUDICE DI PACE di PISTOIA,

depositato il 18/05/2007;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/04/2010 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO DIDONE;

è presente il P.G. in persona del Dott. ROSARIO GIOVANNI RUSSO.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

1.- La relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è del seguente tenore: “il relatore designato, letti gli atti;

Osserva:

CHE D.A. propose ricorso per cassazione avverso il decreto n. 1674/07, con il quale era stato respinto il ricorso da lui proposto avverso il provvedimento di espulsione emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Pistoia; che in particolare con l’impugnativa il D. aveva lamentato: che il detto decreto era stato posto in essere a seguito del mancato rinnovo del suo permesso di soggiorno, conseguente ad una condanna per il reato di cui al D.P.R. 309 DEL 1990, art. 73, comma 5; che il provvedimento era stato impugnato davanti al TAR di Firenze, che aveva accolto la domanda incidentale di sospensione; che la questione, prospettata al giudice di pace, era stata ignorata, essendo stata incentrata la decisione esclusivamente sulla rituale traduzione dell’atto; che successivamente la Questura di Firenze, notiziata dell’avvenuta sospensiva, aveva rilasciato il permesso di soggiorno; che l’omessa considerazione della sospensiva e del successivo rilascio del permesso di soggiorno avrebbe reso viziato il decreto del giudice di pace, sotto il profilo della violazione di legge e della carenza di motivazione;

CHE le censure, corredate dei prescritti quesiti, sono fondate, atteso che la caducazione del provvedimento che aveva dato luogo al provvedimento espulsivo (mancato rinnovo del permesso di soggiorno) ed il conseguente rilascio del permesso di soggiorno determinano la revoca implicita del provvedimento espulsivo impugnato; che ove si condividano i testè formulati rilievi, il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., in quanto manifestamente fondato”.

In esito all’adunanza del 27.3.2008 è stata ordinata la rinnovazione della notificazione perchè eseguita presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato anzichè presso L’Avvocatura Generale.

Disposta nei termini la rinnovazione della notificazione, l’Amministrazione intimata non ha svolto difese.

2.- Il Collegio condivide e fa proprie le conclusioni della relazione e le argomentazioni sulle quali esse si fondano e che conducono all’accoglimento del ricorso.

Pertanto, il provvedimento impugnato deve essere cassato e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere nel merito ex art. 384 c.p.c., e procedere all’annullamento del decreto di espulsione.

Le spese processuali, liquidate in dispositivo, vanno poste a carico del Prefetto intimato per il principio della soccombenza.

P.Q.M.

La Corte, accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e, decidendo nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c, annulla il decreto di espulsione emesso nei confronti del ricorrente dal Prefetto di Pistola in data 5.3.2007. Condanna l’intimato Prefetto a rimborsare al ricorrente le spese processuali che liquida, quanto al giudizio di merito, in complessivi Euro 600,00 (di cui Euro; 50,00 per esborsi, Euro 150,00 per diritti e Euro 400,00 per onorari) ed in euro 1.200,00 per il giudizio di legittimità (comprensivi di Euro 200,00 per esborsi) oltre spese generali e accessori come per legge.

Così deciso in Roma, il 21 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2010

 

 

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