Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13910 del 09/06/2010

Cassazione civile sez. I, 09/06/2010, (ud. 21/04/2010, dep. 09/06/2010), n.13910

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso per regolamento di competenza proposto da:

COOPERATIVA AGRICOLA A R.L. ALLEANZA A.Z. fallita, in persona del

Presidente del Consiglio di Amministrazione F.G., con

domicilio eletto in Roma, via Guido Banti n. 34, presso l’Avv. Bruni

Anna Maria che la rappresenta e difende unitamente all’Avv. Giovanni

Barbagallo, come da procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

nei confronti di:

CURATELA DEL FALLIMENTO COOPERATIVA AGRICOLA A R.L. ALLEANZA A.Z.,

con domicilio eletto in Roma, via Antonio Mordini n. 14, presso

l’Avv. Maria Cristina Grillo, rappresentata e difesa dall’Avv. Alì

Massimo;

– resistente –

per l’impugnazione della sentenza della corte d’appello di Catania n.

185/2009;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio de

giorno 21 aprile 2010 dal Consigliere relatore Dott. Vittorio

Zanichelli.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Cooperativa Agricola a r.l. Alleanza A.Z. con atto notificato in data 12 settembre 2008 ha proposto reclamo alla corte d’appello di Catania avverso la sentenza n. 7/08 in data 17/7-22/7 2008 del tribunale di Caltagirone con la quale è stata pronunciata la risoluzione del concordato preventivo della reclamante omologato con sentenza 10/3-30/3 2004 e contestualmente dichiarato il fallimento della medesima.

Con sentenza depositata in data 11 febbraio 2009 la corte d’appello, preso atto che contro la stessa sentenza di fallimento era stata proposta opposizione avanti allo stesso tribunale di Caltagirone con atto di citazione notificato in data 6 agosto 2008, ritenuta la litispendenza e preventivamente adito il tribunale l’ha dichiarata disponendo la cancellazione della causa dal ruolo.

Contro la sentenza propone ricorso per cassazione per regolamento di competenza la Cooperativa cui resiste la curatela fallimentare.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Giova premettere che erroneamente la corte di merito ha ritenuto sussistente una situazione di litispendenza in presenza di un duplice procedimento di impugnazione dello stesso provvedimento dal momento che “Non si versa in ipotesi di litispendenza nel caso in cui la medesima decisione di secondo grado venga impugnata sia con l’appello, sia con il ricorso per cassazione, giacchè il predetto istituto processuale tende ad impedire il simultaneo esercizio della funzione giurfsdizionate sulla stessa controversia da parte di più giudici che abbiano competenza a decidere, per evitare la possibilità di giudicati contrastanti, mentre un tale problema non si pone nel caso in cui siano stati proposti avverso lo stesso provvedimento due diversi mezzi di impugnazione, dei quali uno solo previsto dalla legge, perchè in siffatta ipotesi – venendo in questione l’ammissibilità dell’impugnazione, sulla quale non spiega alcun effetto la contemporanea proposizione di altro diverso mezzo di gravame – è il giudice dinanzi al quale è stato proposto il gravame ammissibile a dover decidere sulla impugnazione, mentre l’altro deve dichiarare inammissibile il gravame dinanzi a lui proposto.

(Cassazione civile, sez. 3, 6 dicembre 2007, n. 25452).

Ciò posto e poichè in tema di regolamento di competenza l’istanza della parte ha la funzione di investire la Corte di Cassazione del potere di individuare definitivamente il giudice competente, onde evitare che la sua designazione sia ulteriormente posta in discussione nell’ambito della stessa controversia (ex multis.

Cassazione civile, sez. lav., 24 agosto 2007, n. 18040), deve essere altresì accertato quale sia il giudice competente a decidere in ordine all’impugnazione della pronuncia del tribunale che ha dichiarato risolto il concordato e contestualmente dichiarato il fallimento della Cooperativa ricorrente.

Anche sul punto il ricorso, con cui si censura la decisione sostanzialmente declinatoria della propria competenza da parte della corte d’appello, è fondato.

Il concordato risolto, che era stato omologato nell’anno 2004, era in corso di esecuzione alla data del 16 luglio 2006 allorquando è entrata in vigore la riforma dettata dai D.Lgs. n. 5 del 2006, immediatamente applicabile al concordato preventivo in difetto di diversa disposizione transitoria, che, se ha lasciato intatta la formulazione della L. Fall., art 186, u.c., a mente del quale “Con la sentenza che risolve o annulla il concordato il tribunale dichiara il fallimento” (e non rileva in questa sede se la pronuncia potesse essere emessa d’ufficio o solo in seguito ad iniziativa di un creditore o del pubblico ministero), ha invece modificato l’art. 18, L. Fall., introducendo in luogo dell’opposizione avanti allo stesso tribunale che ha dichiarato il fallimento l’appello da proporsi con ricorso alla corte d’appello, istituto poi sostituito dal reclamo (sempre comunque alla corte d’appello) dal cd. decreto correttivo n. 169/2007, applicabile, tuttavia, solo “alle procedure concorsuali …

aperte successivamente alla sua entrata in vigore” (art. 22) e quindi a far tempo dal 1 gennaio 2008.

Il ricorso deve dunque essere accolto e cassata l’impugnata sentenza con rinvio degli atti alla corte d’appello di Catania competente per l’impugnazione.

La novità della questione impone la compensazione delle spese.

PQM

La Corte dichiara la competenza della corte d’appello di Catania a conoscere della impugnazione avverso la sentenza di fallimento della Cooperativa Agricola a r.l. A.Z. pronunciata dal tribunale di Caltagirone in data 17-27 luglio 2008 e ne cassa la pronuncia declinatoria.

Così deciso in Roma, il 21 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2010

 

 

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