Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13908 del 01/06/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. III, 01/06/2017, (ud. 28/04/2017, dep.01/06/2017),  n. 13908

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI MARCO – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 28609-2013 proposto da:

S.G., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

GIOVANNI NICOTERA 29, presso lo studio dell’avvocato ARMANDO

FERGOLA, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

MAURIZIO VALENTI giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

e contro

S.M.A., P.V., ARTIGIANEDILE DI

B.C. E SA. SNC, P.I.;

– intimati –

Nonchè da:

S.M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE

VATICANO 84, presso lo studio dell’avvocato GIANFRANCO SERANI,

rappresentata e difesa dagli avvocati VINCENZO STOCHINO, SELVINO

BECCARI giusta procura speciale a margine del controricorso e

ricorso incidentale;

– ricorrente incidentale –

contro

S.G. (OMISSIS), P.V., ARTIGIANEDILE DI

B.C. E SANDRO SNC, P.I.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1273/2013 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 08/11/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

28/04/2017 dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI;

Fatto

FATTO E DIRITTO

rilevato che nella presente causa è stato presentato ricorso principale da S.G. e ricorso incidentale da S.M.A.;

rilevato che tra gli intimati di entrambi i ricorsi si annovera P.I., nei cui confronti, però, non si perfezionarono le notifiche dei ricorsi suddetti, come già constatato nella ordinanza interlocutoria del 6 aprile 2016, cui si rimanda;

rilevato che nella suddetta ordinanza si è altresì constatato che il P., per quel che si evince dagli atti, appare interessato a esercitare il suo diritto di difesa rispetto ad entrambi i ricorsi, ciascuno dei quali attiene a domanda di condanna per manleva introdotta in primo grado sia da parte del ricorrente principale sia da parte della ricorrente incidentale – e nessuna di queste due domande è mai stata oggetto di rinuncia, nè è già stata coperta da giudicato -, per cui si è rinviata la causa a nuovo ruolo, così da consentire l’integrazione del contraddittorio nei confronti del P. a cura sia del ricorrente principale sia della ricorrente incidentale;

rilevato che dagli atti emerge che si è pertanto tentato di effettuare la notifica di cui sopra al P., mediante rogatoria internazionale in Svizzera, senza però esito positivo, come comunicato dal Tribunale d’appello di Lugano in data 4 novembre 2016, essendo risultato sconosciuto il P. nell’indicato indirizzo;

ritenuto perciò che si debba nuovamente rinviare la causa a nuovo ruolo per consentire l’effettuazione di quanto già disposto nell’ordinanza del 6 aprile 2016, assegnando un ulteriore termine di giorni 90 dalla comunicazione della presente ordinanza;

PQM

 

rinvia a nuovo ruolo la causa assegnando il termine di giorni 90 dalla comunicazione della presente ordinanza per la notifica.

Così deciso in Roma, il 28 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 1 giugno 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA