Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1389 del 23/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1389 Anno 2014
Presidente: LA TERZA MAURA
Relatore: MAROTTA CATERINA

ORDINANZA
sul ricorso 9028-2012 proposto da:
BARBIERI MARIA ORIANA, elettivamente domiciliata in ROMA,
VIALE GUGLIELMO MARCONI 57, presso lo studio dell’avvocato
GIULIO CIMAGLIA, che la rappresenta e difende unitamente
all’avvocato LOTUS MASCIOLI, giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente contro
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
SOCIALE 80078750587 in persona del Direttore Centrale Pensioni,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17,
presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO,
rappresentato e difeso dagli avvocati CLEMENTINA PULLI,
EMANUELA CAPANNOLO, MAURO RICCI, giusta procura
speciale in calce al controricorso;

Data pubblicazione: 23/01/2014

- controficorrente avverso la sentenza n. 937/2011 della CORTE D’APPELLO di
ANCONA, depositata il 04/11/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

udito per la ricorrente l’Avvocato GIULIO CIMAGLIA che si riporta
ai motivi del ricorso;
udito per il controricorrente l’Avvocato MAURO RICCI che si riporta
agli scritti.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
GIANFRANCO SERVELLO che si riporta alla relazione scritta.
1 – Considerato che è stata depositata relazione del seguente
contenuto:
“Con sentenza n. 937/2011 depositata in data 4 novembre 2011, la
Corte di appello di Napoli rigettava l’appello proposto da Maria Oriana
Barbieri nei confronti dell’I.N.P.S. per ottenere la pensione di inabilità
civile, ritenendo, che mancasse il requisito reddituale superandosi il
limite previsto con il cumulo dei redditi del coniuge.
Avverso detta sentenza la soccombente ricorre con un unico
articolato motivo con il quale si duole del fatto che il limite reddituale
sia stato ritenuto comprensivo dei redditi del coniuge, mentre,
richiamandosi gli argomenti esposti in alcune sentenze di cassazione, e
in particolare in Cass. n. 16884/2010 e n. 7259 del 25 marzo 2009,
sostiene che, ai fini del requisito reddituale richiesto per la pensione di
inabilità civile, vada considerato il reddito dell’invalido assoggettabile
all’imposta sul reddito delle persone fisiche, senza cumulare lo stesso
con il reddito del coniuge. Deduce che depongono a sostegno
dell’insussistenza del cumulo sia l’interpretazione letterate che quella

Ric. 2012 n. 09028 sez. ML – ud. 14-11-2013
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14/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CATERINA MAROTTA;

logico-sistematica della norma evidenziando che al criterio del reddito
individuale quale unico criterio di riferimento è informato il D.M. del
Ministero dell’Interno del 10/1/1996 e che anche le circolari I.N.P.S.
non prevedono, per il riconoscimento in sede amministrativa, il
cumulo dei redditi. Evidenzia che una differente interpretazione si

Resiste con controricorso l’I.N.P.S..
Il ricorso è inammissibile per inosservanza del termine breve per
l’impugnazione della sentenza, stabilito a pena di decadenza dall’art.
326 cod. proc. civ..
Come questa Corte ha più volte affermato – cfr. ex phidmis Cass.
sez. unite n. 6983/2005 – l’inammissibilità dell’impugnazione derivante
dall’inosservanza dei termini all’uopo stabiliti a pena di decadenza è
correlata alla tutela di interessi di carattere generale e, come tale, è
insanabile e rilevabile d’ufficio.
Nella specie, la notificazione della sentenza, come risulta dalla
copia notificata prodotta dal controricorrente – osservato il disposto di
cui all’art. 372, comma 2, cod. proc. civ. – è stata eseguita in data
23/12/2011, nelle forme di cui agli artt. 285 e 170 cod. proc. civ.,
presso il procuratore della Barbieri costituito in grado di appello, avv.
Loris Mascioli, nel domicilio eletto, in Ancona via Del Cardeto, presso
lo studio dell’avv. Paolo Cesaroni, a mani di quest’ultimo. La notifica
del ricorso per cassazione è stata effettuata solo in data 17/4/2012
(con consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario in data 10/4/2012), e
quindi oltre il termine di sessanta giorni stabilito dall’art. 325 cod. proc.
civ. per la notifica di tale atto.
Per quanto sopra considerato, si propone la declaratoria di
inammissibilità del ricorso con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 cod.
proc. civ., n. 5”.
Ric. 2012 n. 09028 sez. ML – ud. 14-11-2013
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risolverebbe in un ingiustificata disparità di trattamento.

2 – Ritiene questa Corte che le considerazioni svolte dal relatore
siano del tutto condivisibili. Ricorre con ogni evidenza il presupposto
dell’art. 375, n. 5, cod. proc. civ. per la definizione camerale del
processo, soluzione non contrastata dalle parti e condivisa dal
Procuratore generale, che ha aderito alla relazione.

4 – Nulla è dovuto per le spese di giudizio, avendo la Barbieri
presentato, in uno con il presente ricorso, dichiarazione per l’esenzione
dalle spese processuali ai sensi dell’art. 152, disp. att. cod. proc. civ.
nella formulazione successiva alla novella introdotta con il D.L.
30/9/2003 n. 269 conv. in L. 24/11/2003 n. 326, “ratione tempori.?’
applicabile alla controversia in esame.

P.Q.M.
LA CORTE dichiara l’inammissibilità del ricorso; nulla per le spese
del presente giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 14 novembre 2013.

3 – Conseguentemente, il ricorso va dichiarato inammissibile.

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