Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13851 del 23/06/2011

Cassazione civile sez. trib., 23/06/2011, (ud. 08/06/2011, dep. 23/06/2011), n.13851

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 22005-2009 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

M.G.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 34/2009 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

di BOLOGNA del 31/03/09, depositata il 28/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’08/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. VINCENZO DIDOMENICO;

è presente il P.G. in persona del Dott. RAFFAELE CENICCOLA.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

La CTR della Emilia Romagna con sentenza dep. il 28/04/2009 ha, accogliendo parzialmente l’appello della contribuente, ritenutola stessa decaduta dalla richiesta di rimborso solo in ordine alla richiesta rimborso Irpef.

La CTR aveva ritenuto applicabile all’irpef la disposizione della L. n. 350 del 2003, art. 2 comma 58 che prevede che l’ufficio non eccepisce la prescrizione in ordine alle eccedenze risultanti dalla dichiarazione.

Ha proposto ricorso per cassazione, con un unico motivo, l’Agenzia deducendo violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e della L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 58 in quanto questa ultima disposizione si applicava alle eccedenze risultanti dalla dichiarazione.

Il motivo è palesemente fondato.

E’ dato di fatto che l’eccedenza non risultava dalla dichiarazione come emerge dalla sentenza, in quanto era stato omessa la indicazione di una perdita.

Questa Corte (Cass. 2009/9524) ha ritenuto che il contribuente che vanti un diritto al rimborso per crediti esposti in dichiarazione non soggiace, da parte sua, alla decadenza disposta dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 38, non occorrendo la presentazione di un’apposita istanza nel caso previsto dal successivo art. 41, comma 2, allorchè l’amministrazione sia già edotta, attraverso la dichiarazione, dei conteggi determinanti la pretesa creditoria (S.U. n. 2687/2007). In realtà, l’azione del contribuente per il recupero del credito è sottoposta, in tal caso, all’ordinario termine di prescrizione decennale (S.U., sent. cit.); ferma restando, deve intendersi, la conseguente possibilità per l’ufficio di opporre eccezioni. E’ consequenziale che ove la eccedenza non emerga dalla dichiarazione ritorna applicabile il termine decadenziale di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38.

Appare coerente con tale insegnamento anche la L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 58 che fa riferimento all’eccedenza risultante dalla dichiarazione e fa riferimento pertanto alla prescrizione (le superiori SS.UU. hanno osservato che la disposizione non modifica i termini di prescrizione ordinaria, ma. si limita a invitare la Amministrazione a non “far valere” tale prescrizione. “Dunque il giudice non deve procedere ad una diretta applicazione della norma, spettando alla Amministrazione non proporre in giudizio la eccezione di prescrizione (forse anche abbandonarla in caso di controversia già in atto)”.

Il ricorso può, pertanto decidersi in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., con l’accoglimento del medesimo per manifesta fondatezza e la decisione nel merito col rigetto del ricorso della contribuente.

Tenuto conto della natura delle questioni trattate, appare giusto compensare le spese dello intero giudizio.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso della contribuente. Compensa le spese dello intero giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 8 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 23 giugno 2011

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