Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13821 del 07/07/2016


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Cassazione civile sez. VI, 07/07/2016, (ud. 11/05/2016, dep. 07/07/2016), n.13821

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11460/2015 proposto da:

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIA7ZA

CAVOUR presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

LIVIO SARTORE giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA NORD SPA, agente per la riscossione per la provincia di

Genova, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la CASSAZIONE,

rappresentata e difesa dagli avvocati ERSILIO GAVINO, GIOVANNI

CAUSI giusta mandato in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE PROVINCIALE di IMPERIA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1102/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di GENOVA dell’11/04/2014, depositata il 16/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’11/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO GIOVANNI

CONTI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

M.G. propone ricorso per cassazione affidato a due motivi contro la sentenza della CTR Liguria indicata in epigrafe che ha confermato la legittimità della cartella emessa a suo carico. Si è costituita Equitalia sud spa con controricorso mentre l’Agenzia delle entrate non ha depositato difese scritte.

Il primo motivo di ricorso è inammissibile, avendo la parte ricorrente contestato l’esistenza di un omesso esame di un fatto decisivo ai fini del giudizio senza avvedersi che la questione era appunto correlata all’applicazione alla fattispecie in causa del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, che integrava la deduzione di un vizio processuale da contestare sotto il paradigma di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – cfr. Cass. n. 7871 del 18/05/2012; Cass. n. 22759 del 27/10/2014; Cass. n. 13866 del 18/06/2014; Cass. n. 13482 del 13/06/2014. Nè è possibile cogliere in tale censura anche solo in via sostanziale la deduzione di una omessa pronunzia, avendo la ricorrente fatto esplicito riferimento non solo testuale all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ma anche all’omissione di un fatto e non di una pronunzia da parte del giudice di merito senza in alcun modo prospettare la nullità della sentenza – cfr. Cass. n. 24553 del 31/10/2013; Cass. n. 19124 del 28/09/2015.

Il secondo motivo è inammissibile. La parte ricorrente non ha contestato l’affermazione della CTR in ordine al fatto che ai fini della tempestività della cartella notificata al coobbligato solidale – socio della snc nei cui confronti era stata infruttuosamente azionata l’azione esecutiva – il passaggio in giudicato della sentenza resa dal giudice tributario nei confronti della società determinava unicamente la decorrenza del “…termine di prescrizione ordinaria non soggetto, peraltro, a regime di perentorietà”. In altri termini, secondo la CTR non poteva applicarsi il regime decadenziale di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25. Di ciò non si è doluta la parte ricorrente che ha, per converso, contestato la circostanza che il termine per la notifica al coobbligato decorresse dal momento in cui era divenuto impossibile il recupero sul patrimonio della società senza tuttavia contestare l’affermazione della CM in ordine all’applicazione alla fattispecie del termine di prescrizione ordinaria e non della decadenza di cui all’art. 25, ult.

cit..

Il ricorso va quindi rigettato. Nulla sulle spese.

PQM

La Corte, visti gli artt.375 e 380 bis c.p.c..

Rigetta il ricorso. Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 11 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2016

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