Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13815 del 09/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 09/06/2010, (ud. 13/05/2010, dep. 09/06/2010), n.13815

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. GIACALONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 1086/2009 proposto da:

EUROLEGNO SRL, in persona dell’amministratore unico e legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ASIAGO 9, presso lo studio dell’avvocato FRATINI FRANCESCA,

rappresentata e difesa dall’avvocato LORENZINI Maurizio, giusta

procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope

legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 139/2007 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PERUGIA del 10/05/07, depositata il 06/02/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

13/05/2010 dal Consigliere Relatore Dott. GIOVANNI GIACALONE;

udito l’Avvocato Lorenzini Maurizio, difensore della ricorrente che

si riporta agli scritti;

è presente l’Avvocato Generale in persona del Dott. DOMENICO

IANNELLI che conferma la relazione scritta.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella causa indicata in premessa, in cui ha resistito con controricorso la parte erariale, è stata depositata in cancelleria la seguente relazione, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

“In controversia relativa ad imposta di bollo su assegni postdatati ed irregolari, equiparabili a titoli cambiari, la sentenza impugnata, che ha confermato quella di primo grado di rigetto del ricorso della contribuente, ha disatteso la tesi della società ed ha ritenuto sussistenti i presupposti degli avvisi di liquidazione, dato che il rinvenimento degli assegni irregolari in originale per uno degli anni in contestazione era sufficiente a dimostrare che l’utilizzo di assegni privi dei requisiti era nella prassi dell’azienda ed era ininfluente che per gli altri due anni fossero stati rinvenuti solo titoli in fotocopia.

Il primo motivo è generico, come il relativo momento di sintesi, e si limita a proporre un’inammissibile nuova valutazione del merito, in presenza di apprezzamento congruamente espresso dalla C.T.R. (Cass. n. 5335/00; 13359/99; 5537/97; 900/96; 124/80).

Il secondo motivo è inammissibile, dovendo ribadirsi il principio che sanziona con l’inammissibilità il mezzo di ricorso allorchè il quesito di diritto si risolva in una generica istanza di decisione sull’esistenza della violazione di legge denunziata nel motivo Cass. S.U. 198111 e 19769/08; Cass. 19892/07), dando luogo, sostanzialmente ad un’omessa proposizione del quesito medesimo, per la sua inidoneità a chiarire l’errore di diritto imputato alla sentenza impugnata in riferimento alla concreta fattispecie (Cass. S.U. n. 26020/08). Invero, il quesito di diritto di cui all’art. 366 bis c.p.c., deve compendiare: a) la riassuntiva esposizione degli elementi di fatto sottoposti al giudice di merito; b) la sintetica indicazione della regola di diritto applicata dal quel giudice; c) la diversa regola di diritto che, ad avviso del ricorrente, si sarebbe dovuta applicare al caso di specie (Cass. 19769/08).

Si propone la trattazione in Camera di consiglio con il rigetto del ricorso”.

La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata agli avvocati delle parti costituite.

Non sono state depositate conclusioni scritte nè memorie.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, il ricorso deve essere rigettato; che le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in Euro 1.700,00, di cui Euro 200,00 per spese vive, oltre contributo unificato, spese generali ed accessori di legge Così deciso in Roma, il 13 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2010

 

 

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