Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13807 del 09/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 09/06/2010, (ud. 29/04/2010, dep. 09/06/2010), n.13807

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARLEO Giovanni – Presidente –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, presso

i cui uffici è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

– ricorrente –

contro

B.D., elettivamente domiciliato in Roma, via F.

Confalonieri 5, presso lo studio dell’avvocato Manzi Luigi,

rappresentato e difeso dall’avv.to PASQUALI ALBERTO, giusta delega

in atti;

– controricorrente –

avverso la decisione n. 29/2/08 della Commissione 2010 tributaria

regionale di Bolzano, emessa il 6 novembre 2008, depositata il 21

novembre 2008, R.G. 4/08;

udito l’Avvocato Carlo Albini per il controricorrente;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LECCISI Giampaolo, che si è riportato alla relazione in atti;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

29 aprile 2010 dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni;

rilevato che in data 23 marzo 2010 è stata depositata una relazione

che, con alcuni emendamenti destinati a una migliore esposizione dei

fatti o alla correzione di errori materiali, qui si riporta;

Il relatore cons. Dott. Giacinto Bisogni letti gli atti depositati:

 

Fatto

OSSERVA

1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione da parte del contribuente B.D. degli avvisi di accertamento dell’Agenzie delle Entrate di Bolzano con i quali era stato rettificato il reddito ai fini Irpef per i periodi di imposta 1998 – 2000 a seguito di indagini della Polizia tributaria che avevano accertato la partecipazione del B., nella qualità di socio, a un circolo ricreativo in cui veniva praticato gioco d’azzardo da cui il B. avrebbe ritratto ricavi non dichiarati al fisco. Il contribuente eccepiva la decadenza dell’azione per l’anno 1998 in cui peraltro il circolo non aveva operato e per l’anno 1999 deduceva di aver percepito le somme riscontrate sui conti correnti da vincite al gioco conseguite presso case da gioco autorizzate o da restituzione di prestiti;

2. La C.T.P. di Bolzano respingeva il ricorso e la C.T.R. ha accolto l’appello del contribuente ritenendo non provata la provenienza del denaro da attività illecita;

3. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate con un unico motivo di impugnazione con il quale deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, e dell’art. 2697 c.c., e pone il quesito di diritto seguente : se incorra in violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, e art. 2697 c.c., la sentenza della Commissione regionale che, a fronte di un maggior reddito imponibile ai fini IRPEF (per annualità di imposta per le quali è acclarato che il contribuente abbia svolto attività illecita di gestione di casa da gioco non autorizzata), derivante dall’esame delle movimentazioni bancarie compiute su un conto corrente intestato al contribuente medesimo, abbia ritenuto che gravasse sull’amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare la riferibilità delle movimentazioni bancarie al reddito da attività illecita (avendo il contribuente allegato lo svolgimento di una pregressa attività commerciale in un paese extra comunitario ed avendo frequentato case da gioco nazionali ed estere) dovendosi al contrario ritenere che, in virtù delle disposizioni citate, essendo incontestato lo svolgimento della sopra descritta attività illecita, spettasse al contribuente fornire analitica prova dell’irrilevanza delle singole movimentazioni bancarie ai fini della determinazione del reddito imponibile.

Ritiene che:

1. il ricorso sia manifestamente fondato in quanto la CTR ha deciso la controversia sul presupposto implicito ed erroneo dell’onere probatorio gravante a carico dell’Amministrazione finanziaria della provenienza illecita delle somme riscontrate dall’esame della documentazione bancaria, pur in presenza della prova della partecipazione dell’intimato alla gestione di una casa da gioco non autorizzata;

2. sussistono i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per l’accoglimento del ricorso.

ritenuto che tale relazione appare pienamente condivisibile cosicchè il ricorso deve essere accolto con cassazione della sentenza impugnata e rinvio ad altra sezione della C.T.R. di Bolzano che deciderà anche sulle spese del giudizio di cassazione e accerterà se sia stata raggiunta la prova, il cui onere incombe sul contribuente, dell’irrilevanza ai fini fiscali dei movimenti bancari riscontrati in sede di accertamenti della polizia tributaria e presuntivamente attribuiti all’attività illecita di gioco d’azzardo accertata in sede penale.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della C.T. di secondo grado di Bolzano che deciderà anche sulle spese processuali del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 29 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2010

 

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