Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13806 del 23/06/2011

Cassazione civile sez. I, 23/06/2011, (ud. 22/02/2011, dep. 23/06/2011), n.13806

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

P.C. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE 1, presso gli avvocati

NAPOLITANI SIMONA e SPINOSO ANTONINO, rappresentata e difesa

dall’avvocato POLIMENI DOMENICO, giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di CATANZARO, depositato il

02/11/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

22/02/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato COTRONEO ATTILIO, per delega,

che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CICCOLO Pasquale Paolo Maria che ha concluso per il rigetto del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso ritualmente depositato, P.C. impugnava il decreto della Corte d’Appello di Catanzaro del 02-11-2007, che aveva condannato il Ministero della Giustizia al pagamento di somma in suo favore, quale equa riparazione del danno morale per irragionevole durata di procedimento, in punto durata del procedimento e determinazione del quantum.

Non ha svolto attività difensiva il Ministero.

La P. ha depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Non si ravvisano differenze significative, quanto alla ragionevole durata e al quantum, in ragione della natura di causa rilevato della controversia presupposta. Spetta al contrario al Giudice a quo determinare eventualmente una ragionevole durata superiore agli standard ordinari, in relazione alla complessità della causa, o magari una riduzione di essa, in funzione della semplicità o della ripetitività della causa stessa (Per tutte, Cass. N. 23047/09).

Il Giudice a quo ha correttamente determinato il danno morale in conformità ai parametri CEDU e alla giurisprudenza di questa Corte (Euro 1.500,00; procedimento presupposto: 1^ grado: luglio 1997 – giugno 2000; 2^ grado: luglio 2000 – settembre 2005: durata ragionevole cinque anni).

Il giudice a quo ha escluso correttamente dal computo un periodo di anni uno, mesi 2 e gg. 20, per rinvii addebitabili alla difesa della ricorrente. Vanno dichiarati inammissibili i motivi quarto, quinto e sesto, relativi a vizio di motivazione, in quanto privi delle sintesi omologhe ai quesiti di diritto, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., abrogato, ma ancora operante per i rapporti pregressi (per tutte, Cass. n. 2694/2008).

Va conclusivamente rigettato il presente ricorso.

Nulla sulle spese, non essendosi costituito il Ministero.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 22 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 23 giugno 2011

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