Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13763 del 20/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 20/05/2021, (ud. 25/02/2021, dep. 20/05/2021), n.13763

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12800/2019 R.G. proposto da:

AZIENDA SANITARIA LOCALE (OMISSIS), in persona del Direttore generale

p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Vieri Paoletti e Guido

Locasciulli, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo

in Roma, via Tevere, n. 20;

– ricorrente –

contro

LABORATORIO MEDICO BIOLOGICO GRAF S.R.L., in persona degli

amministratori p.t. N.M.R. e M.S.,

rappresentata e difesa dall’Avv. Filippo Calcioli, con domicilio

eletto in Roma, via M. Clementi, n. 58;

– controricorrente –

e

REGIONE LAZIO;

– intimata –

avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma n. 5273/18,

depositata il 30 luglio 2018.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25 febbraio

2021 dal Consigliere Guido Mercolino.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

il Laboratorio Medico Biologico Graf convenne in giudizio l’Azienda sanitaria locale (OMISSIS) e la Regione Lazio, per sentirle condannare alla restituzione della somma di Euro 92.928,34, oltre interessi, indebitamente trattenuta, ai sensi della L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 796, lett. o), a titolo di sconto tariffario sul corrispettivo delle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate in regime di accreditamento dal mese di gennaio 2010 al mese di luglio 2013;

che con ordinanza dell’8 marzo 2016 il Tribunale di Roma accolse la domanda proposta nei confronti dell’Asl, condannandola al pagamento della somma di Euro 81.171,71, oltre interessi al tasso e con la decorrenza previsti dal D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231;

che l’impugnazione proposta dall’Azienda sanitaria locale (OMISSIS) è stata rigettata dalla Corte d’appello di Roma con sentenza del 30 luglio 2018;

che avverso la predetta sentenza l’Asl ha proposto ricorso per cassazione, per due motivi, illustrati anche con memoria, ai quali il Laboratorio ha resistito con controricorso;

che la Regione non ha invece svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con il primo motivo d’impugnazione la ricorrente denuncia la violazione e la falsa applicazione della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 796, lett. o) e dell’art. 12 preleggi, censurando la sentenza impugnata nella parte in cui ha limitato l’applicabilità dello sconto alle prestazioni rese nel triennio 2007-2009, senza tener conto della formulazione letterale della norma che lo prevedeva, la quale individuava quale unico limite l’aggiornamento dei tariffari previsto dalla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 170, del contesto logico-sistematico in cui s’inseriva, nello ambito del quale la limitazione al triennio 2007-2009 non aveva carattere omnicomprensivo, e della portata innovativa della norma, incompatibile con la natura transitoria della stessa;

che, ad avviso della ricorrente, la sentenza impugnata ha inoltre travisato il contenuto della sentenza della Corte costituzionale n. 94 del 2009, che nel riconoscere il carattere transitorio della norma in esame non ne aveva in alcun modo individuato il periodo di efficacia, ma si era limitata a fare riferimento all’aggiornamento delle tariffe previsto dal D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 8, convertito con modificazioni dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31;

che il predetto aggiornamento aveva avuto luogo con il D.M. 18 ottobre 2012, il quale, prevedendo l’assorbimento dello sconto nelle nuove tariffe, costituiva indice rivelatore dell’intento del legislatore di prolungare la vigenza dello sconto oltre il triennio 2007-2009;

che il motivo è infondato;

che questa Corte, nell’interpretare la disciplina dettata dalla L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 796, nel senso che la potestà tariffaria delle regioni si esercita nell’ambito delle tariffe massime fissate dall’autorità ministeriale, il cui superamento comporta che l’eventuale eccedenza resta a carico dei bilanci regionali, con la conseguenza che lo sconto trova applicazione sulla tariffa fissata in concreto dalla regione nell’ambito della soglia massima determinata dal decreto ministeriale (cfr. Cass., Sez. III, 29/05/2018, n. 13367; 31/10/2017, n. 25845), ha avuto infatti modo di precisare ripetutamente che la predetta disposizione non può trovare applicazione oltre il triennio 20072009, rilevando da un lato che la sua vigenza non ha costituito oggetto di proroga da parte del D.L. n. 248 del 2007, e richiamando dall’altro il D.L. 25 giugno 2008, n. 112, art. 79, convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, con cui il legislatore ha introdotto l’obbligo di adeguamento delle tariffe secondo i costi standard delle prestazioni, in tal modo manifestando la volontà di superare definitivamente la disciplina transitoria e sommaria della tariffazione forfetaria, in quanto inadeguata a garantire una efficiente ed imparziale allocazione delle risorse (cfr. Cass., Sez. VI, 13/02/ 2020, n. 3676; Cass., Sez. III, 4/05/2018, n. 10582);

che la natura temporanea della disciplina introdotta dalla norma in esame trova conferma nella citata sentenza della Corte costituzionale, la quale, nel dichiarare infondata la relativa questione di legittimità costituzionale, l’ha qualificata come legge-provvedimento, avente contenuto particolare e concreto, e volta a stabilire “una regolamentazione della remunerazione delle prestazioni che il legislatore ordinario ha ritenuto di attrarre, temporaneamente, alla sfera legislativa”, in virtù di una scelta non irragionevole nè manifestamente arbitraria, in quanto volta ad evitare un aumento incontrollato della spesa sanitaria (cfr. al riguardo anche Corte Cost., ord. n. 243 del 2010;

che, come correttamente rilevato dalla sentenza impugnata, i limiti temporali di vigenza della norma in esame, sui quali la Corte costituzionale non si è specificamente soffermata, possono desumersi sia dalla lettera della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 796, il cui incipit individua espressamente la finalità delle misure dallo stesso previste nel “garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2007-2009”, sia da quella del D.L. n. 248 del 2007, art. 8, comma 3, che, modificando la L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 170, ha previsto l’aggiornamento triennale delle tariffe massime delle prestazioni sanitarie rese dalle strutture accreditate, fissando il termine del 31 dicembre 2008 ai fini della prima applicazione del nuovo regime;

che, a livello sistematico, l’individuazione dei predetti limiti trova conforto a) nella mancata conferma della misura in questione sia da parte del D.L. n. 248 del 2007, citato art. 8, comma 3, dedicato proprio all’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni sanitarie, sia da parte delle leggi finanziarie relative agli anni successivi, b) nel D.L. n. 112 del 2008, art. 79, comma 1-quinquies, che al dichiarato fine di “garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009-2011”, e quindi riferendosi ad un periodo successivo a quello preso in considerazione dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 170, ha previsto il superamento della precedente disciplina, modificando il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8-sexies e c) nel D.L. 6 luglio 2012, n. 95, art. 15, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, il quale da un lato ha introdotto una disciplina derogatoria destinata a trovare applicazione entro il 15 settembre 2012 (comma 15), e dall’altro ha disposto la parziale abrogazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 170;

che in contrario non vale richiamare il preambolo del D.M. 18 ottobre 2012, nella parte in cui dà atto della perdurante vigenza dello sconto nel settore privato, trattandosi di un’affermazione che, in quanto contenuta in un atto normativo secondario, deve considerarsi inidonea a modificare la disciplina primaria vigente alla data della sua entrata in vigore, quale risulta dalla ricostruzione storica della normativa di settore, ed alla quale non può quindi attribuirsi altro significato che quello d’individuare uno dei parametri per l’aggiornamento delle tariffe relative alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, nel cui computo è previsto che lo sconto debba rimanere assorbito;

che con il secondo motivo la ricorrente deduce la violazione e la falsa applicazione del D.Lgs. n. 231 del 2002, art. 3, censurando la sentenza impugnata per aver escluso la non imputabilità del ritardo nell’adempimento, senza considerare che il pagamento delle prestazioni rese dalle strutture accreditate ha luogo mediante una procedura automatizzata, nell’ambito della quale essa ricorrente deve limitarsi a validare le prestazioni, senza poter intervenire sulla emissione e la liquidazione delle fatture, con la conseguenza che gl’interessi moratori, se dovuti, devono essere computati al tasso di cui all’art. 1284 c.c.;

che il motivo è infondato;

che, in tema di mora della Pubblica Amministrazione, questa Corte ha infatti affermato ripetutamente che l’esigenza di rispettare le procedure della contabilità pubblica non comporta, in caso di colpevole ritardo nell’espletamento delle formalità di liquidazione di un credito vantato dal privato, alcuna deroga al principio di cui all’art. 1218 c.c., riguardante l’inesatto o tardivo adempimento della prestazione, nè al principio di cui al successivo art. 1224 c.c., comma 1, che identifica il dies a quo della decorrenza degli interessi con il giorno della costituzione in mora, con la conseguenza che, ricorrendone i presupposti, l’Amministrazione, in quanto colposamente inadempiente, ben può essere condannata a corrispondere gli interessi moratori, ancorchè non risulti materialmente emesso il relativo titolo di spesa (cfr. Cass., Sez. Un., 8/02/1995, n. 1446; Cass., Sez. III, 26/11/2002, n. 16683; Cass., Sez. lav., 15/04/1986, n. 2675);

che tale principio deve ritenersi applicabile anche alle procedure automatizzate introdotte per la registrazione e la liquidazione delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie operanti in regime di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale, la cui osservanza si configura come una regola di condotta interna all’Amministrazione, inidonea ad incidere sull’imputabilità del ritardo nel pagamento dei corrispettivi dovuti dalle asl e sulla conseguente decorrenza degl’interessi moratori;

che il ricorso va pertanto rigettato, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali, che si liquidano come dal dispositivo.

PQM

rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 100,00, ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 25 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 20 maggio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA