Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13751 del 20/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 20/05/2021, (ud. 25/02/2021, dep. 20/05/2021), n.13751

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12277-2020 proposto da:

M.U., (ALIAS N.U.), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIALE ANGELICO N. 38, presso lo studio dell’avvocato MARCO LANZILAO,

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 7622/2019 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 09/12/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO DI

MARZIO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. – M.U., alias N.U., cittadino del Bangladesh, ricorre per due mezzi, nei confronti del Ministero degli interni, contro la sentenza del 9 dicembre 2019 con cui la Corte d’appello di Roma ha respinto il suo appello avverso ordinanza del locale tribunale di rigetto, in conformità alla decisione della competente Commissione territoriale, della sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.

2. – Non svolge difese l’amministrazione intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

3. – 11 primo mezzo denuncia ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 2, 3, 4,5,6 e 14, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, difetto di motivazione e travisamento dei fatti, censurando la sentenza impugnata per avere la Corte territoriale negato la “richiesta protezione umanitaria”, senza che il diniego fosse supportato da alcun esame della situazione del paese.

Il secondo mezzo si fonda anch’esso sull’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5. Si sostiene che la Corte d’appello avrebbe errato a non applicare al ricorrente la protezione, ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, non potendo essere rifiutato il permesso di soggiorno allo straniero, qualora ricorrano seri motivi di carattere umanitario, nonchè dal D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19, e vieta l’espulsione dello straniero che possa essere perseguitato nel suo paese di origine o vi possa correre gravi rischi. Omessa applicazione dell’art. 10 Cost.. socio politica economica del paese.

Omesso esame delle condizioni personali per l’applicabilità della protezione umanitaria e della necessaria comparazione tra la condizione raggiunta in Italia e quella del paese di provenienza.

Ritenuto che:

4. – Il ricorso, con cui si censura il mancato riconoscimento della protezione umanitaria, è inammissibile.

Ed invero, per quanto attiene a tale domanda, l’inammissibilità di entrambi i motivi discende dalla considerazione che il ricorso non indica neppure alla lontana quale sarebbe la individuale condizione di vulnerabilità del richiedente, tale da legittimare la pretesa spiegata: e ciò, per di più, a fronte della pertinente motivazione addotta dal giudice di merito, il quale ha affermato non risultare che egli abbia intrapreso alcuna forma di stabile integrazione in Italia mediante rapporti lavorativi, familiari o sociali.

Quanto al fatto che la Corte d’appello non avrebbe esaminato la situazione del Bangladesh, trattasi di affermazione che prescinde dal contenuto della sentenza impugnata, in cui detta situazione è descritta dalla pagina 2, ultimo capoverso, alla pagina 4, ultimo capoverso, con la finale osservazione che “non si ravvisa dunque una situazione di vulnerabilità dell’appellante in ragione della situazione sociale del suo paese di origine, certamente il Bangladesh è caratterizzato da una forte e a tratti violenta contrapposizione partitica, e, tuttavia, non può ritenersi degenerata in un conflitto armato, persistendo piuttosto gli scontri soltanto tra simpatizzanti di opposte fazioni politiche ed in occasione delle competizioni elettorali, relativamente ai quali non si ha alcun motivo di ritenere che l’appellante di possa essere coinvolto”.

5. – Nulla per le spese. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso, dando atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 25 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 20 maggio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA