Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13743 del 03/07/2020

Cassazione civile sez. I, 03/07/2020, (ud. 23/10/2019, dep. 03/07/2020), n.13743

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. SCORDAMAGLIA Irene – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15666/2018 proposto da:

T.A., difeso dall’avv. Gianluca Vitale, per procura in calce al

ricorso, elettivamente domiciliato in Roma, via Torino 7, presso lo

studio dell’avv. Laura Barberio;

– ricorrente –

contro

Questore Provincia Torino;

– intimato –

e contro

Ministero Dell’interno, (OMISSIS), elettivamente domiciliato in Roma

Via Dei Portoghesi 12, Avvocatura Generale Dello Stato che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso il provvedimento del GIUDICE DI PACE di TORINO, depositato il

17/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

23/10/2019 dal Consigliere Dott. Lina RUBINO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA Marcello.

Fatto

RILEVATO

che:

– T.A., nato in (OMISSIS), propone ricorso per cassazione illustrato da memoria nei confronti del Ministero dell’Interno e della Questura di Torino, articolato in due motivi, notificato il 16 maggio 2018 t avverso il decreto del Giudice di Pace di Torino, reso il 17 novembre 2017, con il quale veniva rigettata la sua opposizione avverso il decreto di proroga del trattenimento presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Torino;

– espone che: giunto in Italia nel 2011, viveva col fratello che nel 2017 otteneva la cittadinanza italiana; nell’ottobre 2017 veniva raggiunto da un decreto di espulsione con contestuale ordine di trattenimento presso il CPR Torino; il decreto di espulsione veniva convalidato e il giudice di pace disponeva la proroga del suo trattenimento presso il CPR, senza provvedere alla sua audizione, affermando che il diritto di difesa fosse garantito dalla presenza del difensore;

– c’è controricorso del Ministero dell’Interno;

– il ricorrente segnala che altro suo ricorso contro il secondo decreto di proroga del trattenimento presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Torino è stato accolto, con ordinanza di questa Corte n. 6066 del 2019.

Diritto

RITENUTO

che:

con il primo motivo si deduce la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5, della direttiva CE 2008/115, artt. 24 e 111 Cost. e dell’art. 6CEDU, perchè il gdp non consentiva la partecipazione dello straniero, richiesta dal suo avvocato, all’udienza di proroga senza motivare, in violazione del diritto di difesa e del contraddittorio;

con il secondo motivo si deduce la violazione delle medesime norme di legge ed in particolare la violazione delle norme relative all’ambito dei poteri di cognizione del giudice di pace in sede di proroga, per non aver il giudice di pace considerato le circostanze documentate per cui il ricorrente conviveva con il fratello, cittadino italiano, e non poteva essere perciò espulso. Il giudice avrebbe dovuto accertare, anche a mezzo dell’audizione del ricorrente (e non lo ha fatto) se questi fosse stato effettivamente o meno convivente col fratello, e valutare se, in questo caso, ancorchè privo del permesso di soggiorno, potesse rimanere sul territorio italiano.

Il ricorso è fondato.

Come più volte affermato da questa Corte (v. Cass. n. 12709 del 2016, Cass. n. 26803 del 2017, da ultimo Cass. n. 6066 del 2019, in riferimento a distinto provvedimento di proroga del trattenimento emesso nei confronti del medesimo ricorrente), il provvedimento giurisdizionale di proroga del trattenimento del cittadino straniero presso un centro d’identificazione ed espulsione, previsto dal D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5, può essere assunto soltanto all’esito di un procedimento di natura camerale caratterizzato dall’audizione dell’interessato e dalla partecipazione necessaria del difensore.

A tal fine, la richiesta di proroga e gli atti che la corredano devono pervenire all’ufficio del giudice di pace in tempo utile perchè, previa convocazione dell’interessato e del difensore, possa tenersi l’udienza camerale ed essere assunto il decreto motivato, entro quarantotto ore dalla ricezione della richiesta, ai sensi dell’art. 14, cit., comma 4, ma prima della scadenza del termine assegnato a suo tempo con la convalida. (Cass. 13767/2010).

Al procedimento giurisdizionale di decisione sulla proroga del trattenimento dello straniero nel centro di identificazione ed espulsione ai sensi del D.Lgs. 29 gennaio 2008, n. 25, art. 21, comma 2, e art. 28, comma 2, D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 3 nonchè art. 14, comma 6, devono essere applicate le stesse garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell’audizione dell’interessato, che sono previste dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, interpretato in modo costituzionalmente orientato, per il procedimento di convalida della prima frazione temporale del trattenimento, cui gli artt. 21 e 28 rinviano. (ex multis: Cass. 13117/2011; Cass. 12709/2016), senza che sia necessaria una richiesta dell’interessato di essere sentito (Cass. 26919/2017); richiesta che nel caso di specie è stata peraltro formulata e non esaudita dal giudice.

Il ricorso va pertanto accolto e la ordinanza impugnata cassata, con rinvio al Giudice di Pace di Torino in persona di diverso giudicante, che provvederà anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie, cassa e rinvia al Giudice di Pace di Torino in persona di diverso giudicante, che provvederà anche sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 23 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 3 luglio 2020

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