Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13739 del 08/06/2010

Cassazione civile sez. II, 08/06/2010, (ud. 28/01/2010, dep. 08/06/2010), n.13739

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

L.L., rappresentato e difeso, in forza di procura speciale a

margine del ricorso, dagli Avv. BRUNI Luca e Corrado Sammarruco, per

legge domiciliato presso la Cancelleria civile della Corte di

cassazione in Roma, Piazza Cavour;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI MILANO, in persona

del Prefetto pro tempore, rappresentato e difeso, per legge,

dall’Avvocatura Generale dello Stato, e presso gli Uffici di

quest’ultima domiciliato in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Rho in data 9 novembre

2005.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

28 gennaio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. DESTRO Carlo, che ha concluso

per l’annullamento della sentenza impugnata stante la necessità di

integrare il contraddittorio, conclusioni alle quali si è riportato,

in Camera di consiglio, il Sostituto Procuratore Generale Dott.

Giampaolo Leccisi.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che, con sentenza depositata in data 9 novembre 2005, il Giudice di pace di Rho, nel contraddittorio con la Prefettura di Milano, ha respinto l’opposizione proposta da L.L. avverso il verbale di contestazione n. (OMISSIS) del 7 febbraio 2005, elevato dalla Polizia stradale di Milano per violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 9, accertata a mezzo autovelox in data 5 dicembre 2004 lungo l’autostrada (OMISSIS) in località (OMISSIS);

che per la cassazione della sentenza del Giudice di pace il L. ha proposto ricorso, sulla base di tre motivi;

che ha resistito, con controricorso, la Prefettura di Milano.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, preliminarmente, deve essere rigettata la richiesta del Pubblico Ministero di declaratoria di nullità della sentenza impugnata per essere la stessa stata resa in giudizio nel quale è stato parte, anzichè il Ministero dell’interno, la Prefettura;

che è bensì vero che, in tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, allorquando la violazione sia stata accertata dalla Polizia stradale, la legittimazione passiva nel giudizio di opposizione spetta unicamente al Ministero dell’interno;

tuttavia, l’erronea individuazione dell’organo legittimato non comporta la mancata costituzione del rapporto processuale, ma una mera irregolarità, sanabile, ai sensi della L. 25 marzo 1958, n. 260, art. 4, attraverso la costituzione in giudizio dell’Amministrazione, che non abbia sollevato eccezioni al riguardo, o ancora attraverso la mancata deduzione di uno specifico motivo d’impugnazione, sicchè al controricorso per cassazione proposto dal Prefetto per il tramite dell’Avvocatura deve riconoscersi l’effetto di una sanatoria della detta irregolarità (Cass., Sez. 1^, 24 aprile 2006, n. 9527);

che il primo motivo, con cui il ricorrente denuncia illegittimità della sentenza per difetto assoluto di motivazione, è manifestamente fondato;

che, infatti, a fronte delle contestazioni mosse dal ricorrente al verbale impugnato (essendo stati dedotti: la violazione degli artt. 200 e 201 C.d.S.; il difetto di motivazione; l’inaffidabilità dell’accertamento; la violazione e falsa applicazione dell’art. 345 reg. esec. C.d.S.; la violazione del D.L. n. 121 del 2002, art. 4; la mancata taratura dell’apparecchio utilizzato per la rilevazione della velocità), la sentenza si limita a cosi motivare: “l’amministrazione ha controdedotto ogni affermazione circa la regolarità della procedura di accertamento a mezzo l’apparecchiatura elettronica e la mancata contestazione. Il giudice non rileva ulteriori motivi giuridicamente validi all’accoglimento del ricorso agli atti”;

che la motivazione della sentenza impugnata si esaurisce nella mera adesione acritica alle conclusioni prospettate da una delle parti e nell’uso di un argomentazione generica, per nulla idonea a rivelare la ratio decidendi;

che, ricorre, pertanto, il denunciato vizio di omessa motivazione, sotto il profilo del difetto assoluto o della motivazione apparente (cfr. Cass., Sez. 2^, 10 luglio 2008, n. 19041);

che l’accoglimento del primo motivo assorbe l’esame dei restanti mezzi;

che la sentenza impugnata è cassata;

che la causa deve essere rinviata al Giudice di pace di Rho, che la deciderà in persona di diverso giudicante;

che il giudice del rinvio provvedere anche sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti il secondo ed il terzo; cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, al Giudice di pace di Rho, in persona di diverso giudicante.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 28 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 8 giugno 2010

 

 

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