Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13736 del 31/05/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 31/05/2017, (ud. 12/01/2017, dep.31/05/2017),  n. 13736

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 20811/2012 proposto da:

N.E., B.V., elettivamente domiciliati in ROMA

PIAZZA ODERICO DA PORDENONE 1, presso lo studio dell’avvocato

GIACOMO PIRRO, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato

MARCO CALDARELLI giusta delega a margine;

– ricorrenti –

contro

EQUITALIA SUD SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA XXIV MAGGIO 43, presso lo

studio dell’avvocato PAOLO PURI, che lo rappresenta e difende giusta

delega in calce;

– controricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 120/2012 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 20/03/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

12/01/2017 dal Consigliere Dott. ANNA MARIA FASANO;

udito per i ricorrenti l’Avvocato CALDARELLI che ha chiesto

l’accoglimento;

è comparso l’Avvocato ROCCHITTA difensore del resistente che si

riporta al controricorso e chiede il rigetto;

udito per il controricorrente l’Avvocato SPONTI per delega

dell’Avvocato PURI che si riporta agli atti;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

B.V. e N.E. presentavano ricorso innanzi alla CTP di Roma avverso le comunicazioni ricevute e le visure di tabulati effettuate presso il concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione, da cui emergeva l’esistenza di un debito a vario titolo per TARSU, con riferimento ai periodi di imposta dal 1990 al 2003 e per l’IVA, IRPEF, ILOR ed imposta di registro, riferite ad altre annualità, assumendo di non aver ricevuto la notifica dei relativi avvisi di accertamento e delle cartelle di pagamento. La CTP di Roma rigettava il ricorso, non ritenendo impugnabili le comunicazioni e le visure di tabulati. La sentenza veniva appellata dai contribuenti innanzi alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che rigettava l’appello. I contribuenti proponevano ricorso per cassazione e la Corte di Cassazione con ordinanza n. 15946 del 2010, accoglieva il ricorso rinviando per il riesame ad altra sezione della CTR. Il giudizio veniva riassunto innanzi alla C.T.R. del Lazio che, con sentenza n. 120 del 2012, depositata il 20.3.12, accoglieva parzialmente l’appello dei contribuenti. Per la cassazione della sentenza ricorrono B.V. e N.E., svolgendo due motivi. Ha resistito con controricorso Equitalia Sud S.p.A. L’Agenzia delle Entrate si è costituita al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa, ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il Collegio ha disposto, come da Decreto del Primo Presidente in data 14.9.2016, che la motivazione della sentenza sia redatta in forma semplificata.

1. In via preliminare va dichiarata l’inammissibilità del ricorso per violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 3, eccepita da Equitalia Sud S.p.A. con controricorso, in quanto mancante dell’esposizione sommaria dei fatti di causa. Con indirizzo costante questa Corte ha, infatti, precisato che: “E’ inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, il ricorso privo della sommaria esposizione dei fatti di causa, che non possono ricavarsi dai motivi di ricorso, i quali, in quanto deputati a esporre le linee difensive, anche ove alludano alle fasi del giudizio, non compiono una precisa enucleazione degli stessi, la cui enunciazione è tanto più essenziale ove il ricorso per cassazione sia rivolto verso una decisione della corte di appello, pronunciata in sede di rinvio ex art. 394 c.p.c., assolvendo, in tale evenienza, alla funzione di delimitazione dei confini del giudizio di rinvio” (Cass., Sez. 6-3, Ord. n. 22860 del 2014; Cass. n. 784 del 2014).

2. Sulla base dei rilievi espressi, il ricorso va dichiarato inammissibile. Le spese di lite seguono la soccombenza.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso, condanna le parti soccombenti alla rifusione delle spese di lite in favore di Equitalia Sud S.p.A., che si liquidano in Euro 3000,00 per compensi, oltre il rimborso spese delle forfetarie nella misura del 15% e accessori di legge, ed in favore dell’Agenzia delle Entrate in Euro 800,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 31 maggio 2017

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