Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13720 del 19/05/2021

Cassazione civile sez. III, 19/05/2021, (ud. 13/07/2020, dep. 19/05/2021), n.13720

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 10054-2017 proposto da:

P.L., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA SAN LORENZO

IN LUCINA 26, presso lo studio dell’avvocato SERGIO DE GIORGI, che

lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

BANCO NAPOLI SPA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASSIODORO

1/A, presso lo studio dell’avvocato MARCO ANNECCHINO, rappresentato

e difeso dall’avvocato SILVIO VALENTE;

– controricorrenti –

nonchè contro

M.A., P.R., M.P.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 45/2017 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 16/01/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/07/2020 dal Consigliere Dott. RUBINO LINA.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

P.L. propone ricorso per cassazione, articolato in due motivi, contro la sentenza n. 45 del 2017 depositata il 16.1.2017 e notificata il 6.2.2017 della Corte d’Appello di Lecce e contro la sentenza non definitiva n. 729 del 2011 della medesima corte d’appello, depositata il 12.9.2011, nei confronti del Banco di Napoli s.p.a. e del sig. M.A..

Resiste il Banco di Napoli con controricorso.

Questa la vicenda, per quanto ancora qui di interesse:

– nel 2006 il P. iniziava una causa di usucapione nei confronti del M., relativa ad un terreno agricolo in agro di Alessano, che sosteneva di aver posseduto uti dominus per un periodo ultraventennale e di avervi costruito sopra anche una casa di abitazione. Il M. rimaneva contumace;

– la domanda veniva rigettata in primo grado, ma accolta dalla Corte d’Appello di Lecce con la sentenza n. 93 del 2009, depositata il 16.2.2009;

– con atto di citazione ex art. 404 c.p.c., comma 2, notificato il 29.4.2009, il Banco di Napoli, creditore ipotecario del M. (con ipoteca iscritta già nel 1998), evocava in giudizio il P. e il M. proponendo opposizione di terzo contro la sentenza n. 93 del 2009, e chiedendo che si dichiarasse la nullità della pronuncia di usucapione, sostenendo che la causa di usucapione fosse stata introdotta in collusione tra le parti e in frode ai creditori del M.;

– il P. chiedeva si dichiarasse l’inammissibilità della opposizione per tardività, essendo stato l’istituto di credito messo al corrente dallo stesso P. della pendenza del giudizio di usucapione nell’ambito del pignoramento di quello stesso bene immobile intrapreso dal Banco di Napoli come creditore procedente dal 2004 nei confronti del M., ma l’eccezione di inammissibilità veniva rigettata dalla corte d’appello con sentenza non definitiva n. 729 del 2011; il ricorso per cassazione avverso quella sentenza veniva dichiarato inammissibile da questa Corte con sentenza n. 7411 del 2016 così massimata: “La sentenza non definitiva con la quale il giudice d’appello, investito dell’opposizione di terzo revocatoria proposta contro una decisione emessa dallo stesso giudice, si limiti a dichiarare ammissibile l’opposizione e a respingere la sollevata eccezione di tardività del mezzo, non è immediatamente impugnabile con ricorso per cassazione, in virtù del divieto, di cui all’art. 360 c.p.c., comma 3, di separata impugnazione in cassazione delle sentenze non definitive su mere questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito, in quanto inidonee alla definizione del giudizio ed alle quali si accompagna un’ordinanza volta alla prosecuzione dello stesso”;

– infine, con la sentenza n. 45 del 2017 qui impugnata insieme alla precedente sentenza non definitiva, la corte d’appello accoglieva l’opposizione ex art. 404 c.p.c., comma 2 e revocava la sentenza di usucapione, dichiarandone l’inefficacia, ritenendo che la sentenza impugnata fosse affetta da dolo e frutto della collusione tra le due parti, volta a sottrarre il bene alla garanzia dei creditori del M., ed in particolare del Banco di Napoli, creditore ipotecario e procedente al pignoramento immobiliare.

La causa è stata avviata alla trattazione in adunanza camerale non partecipata.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che:

il collegio, ritenutane l’opportunità, rinvia la causa a nuovo ruolo affinchè la stessa sia discussa in pubblica udienza.

P.Q.M.

Il Collegio rinvia la causa a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di cassazione, il 13 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 19 maggio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA