Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13701 del 21/05/2019

Cassazione civile sez. VI, 21/05/2019, (ud. 21/02/2019, dep. 21/05/2019), n.13701

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 7517-2018 R.G. proposto da:

IGES UNIPERSONALE SRL, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA APPIA NUOVA 251,

presso lo studio dell’avvocato MARIA SARACINO, che la rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

GRUPPO SCIARAFFIA SRL, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE MILIZIE 9,

presso lo studio dell’avvocato ORESTE CARRACINO, che la rappresenta

e difende;

– resistente –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 1073/2018 del

TRIBUNALE di ROMA, depositata il 12/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/02/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CHIARA

GRAZIOSI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. PAOLA MASTROBERARDINO, che

chiede che la Corte di Cassazione dichiari competente a decidere

sulla controversia in esame il Tribunale di Roma.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte osserva quanto segue.

1. Con sentenza del 12 febbraio 2018 il Tribunale del lavoro di Roma, dato atto che, con ricorso depositato il 7 dicembre 2015 e ritualmente notificato a Iges S.r.l., il Gruppo Sciaraffia S.r.l. si era opposto a decreto ingiuntivo n. 8364/2015, emesso dallo stesso Tribunale, chiedendo preliminarmente che fosse dichiarata l’incompetenza del giudice adito a favore del Tribunale ordinario di Perugia, dichiarava la nullità del decreto ingiuntivo in quanto emesso da giudice funzionalmente e territorialmente incompetente, e dichiarava la competenza del Tribunale ordinario di Perugia. Motivava la sua decisione rilevando che la domanda monitoriamente introdotta concerne la restituzione di somme che l’opposta, “in forza del vincolo di solidarietà stabilito dall’art. 2112 c.c., e di quanto pattuito dal contratto di affitto di azienda intercorso tra le parti”, avrebbe corrisposto per conto dell’opponente ai dipendenti addetti al ramo di azienda affittato mediante un contratto di affitto poi risolto. Quindi “non si versa in alcuna delle ipotesi di cui all’art. 409 c.p.c.”, bensì in “una ripartizione, tra cedente e cessionaria di ramo d’azienda, degli obblighi nei confronti dei dipendenti passati dall’una all’altra società per effetto del contratto di affitto di azienda e della sua successiva risoluzione”. Da ciò deriva pure l’incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Perugia, il contratto di affitto includendo una clausola – l’art. 29 – con cui per ogni controversia relativa al contratto e alla sua esecuzione non risolvibile con arbitrato “le parti eleggono l’esclusiva ed inderogabile competenza del Foro di Perugia”.

2. Iges Unipersonale S.r.l., ha proposto ricorso per regolamento di competenza – illustrato anche con memoria -, denunciando violazione degli artt. 21 e 447 bis c.p.c., e adducendo la competenza territoriale inderogabile del Tribunale di Roma.

In forza del combinato disposto degli artt. 21 e 447 bis c.p.c., per tutte le cause relative, tra l’altro, ad affitto d’azienda è competente il giudice del luogo dove l’azienda è situata. Si adduce trattarsi di una competenza esclusiva ed inderogabile che comporta la nullità di ogni clausola difforme; e nel caso in esame l’azienda è situata in Roma. Ne discende pure l’irrilevanza della questione della competenza funzionale, poichè la ripartizione delle controversie tra le sezioni all’interno dello stesso Tribunale non rientra appunto nelle questioni di competenza.

Gruppo Sciaraffia S.r.l. ha presentato memoria, nella quale richiede il rigetto del ricorso.

Il Procuratore Generale ha chiesto che questa Suprema Corte dichiari competente il Tribunale di Roma.

3. La prospettazione della ricorrente, cui ha aderito il Procuratore Generale, è condivisibile, considerata la natura inderogabile della competenza territoriale in ordine alle controversie in materia di affitto di azienda, discendente del combinato disposto degli artt. 21 e 447 bis c.p.c., come costantemente riconosciuto dalla giurisprudenza di questa Suprema Corte (Cass. sez. 3, ord. 7 marzo 2005 n. 4873; Cass. sez. 3, ord. 4 luglio 2007 n. 15110; Cass. sez. 1, 22 agosto 2013 n. 193932, Cass. sez. 3, 15 giugno 2016 n. 12371), da ciò derivando la nullità di ogni clausola contrattuale diretta a derogarla (v. Cass. sez. 1, 22 agosto 2013 n. 193932, cit.). La competenza territoriale rimane pertanto del Tribunale di Roma; e la proposizione della causa davanti al giudice del lavoro, pur in difetto delle fattispecie di cui all’art. 409 c.p.c., ricade nell’ambito della ripartizione interna delle cause nel Tribunale di Roma, non integrando un ulteriore profilo di discernimento della competenza (cfr. Cass. sez. 1, 19 luglio 2016 n. 14790; Cass. sez. 6-3, ord. 15 maggio 2015 n. 8905).

Accogliendosi pertanto il ricorso, deve dichiararsi la competenza del Tribunale di Roma, rimettendo anche le spese della presente fase al giudice di merito.

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Roma, rimettendo le spese al giudice di merito.

Così deciso in Roma, il 21 febbraio 2019.

Depositato in Cancelleria il 21 maggio 2019

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