Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1368 del 23/01/2014


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 1368 Anno 2014
Presidente: BERRUTI GIUSEPPE MARIA
Relatore: D’ALESSANDRO PAOLO

SENTENZA
sul ricorso 8715-2008 proposto da:
LAVORINI

ROBERTA

LVRRRT62P53F384I,

elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO 168, presso lo
studio dell’avvocato D’AMMANDO FRANCO, rappresentato e
difeso dall’avvocato D’AMMANDO MAURIZIO giusta procura
speciale notarile del dott. Notaio MONICA PAGGI in
2. 013

PISTOIA del 26/11/2013 rep. n. 1162;
– ricorrenti –

2252

contro

FRANCHI ROBERTO FRNRRT63M05G999S;
– intimato –

1

Data pubblicazione: 23/01/2014

avverso la sentenza n. 1309/2007 della CORTE D’APPELLO
di FIRENZE, depositata il 27/09/2007 R.G.N. 1587/04;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 28/11/2013 dal Consigliere Dott. PAOLO
D’ALESSANDRO;

udito l’Avvocato D’AMMANDO FRANCO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. GIUSEPPE CORASANITI che ha concluso per
il rigetto.

2

udito l’Avvocato D’AMMANDO MAURIZIO;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Roberta Lavorini propone ricorso per cassazione, affidato a tre
motivi, avverso la sentenza della Corte di Appello di Firenze che, in
riforma della sentenza di primo grado del Tribunale di Pistoia, la ha
condannata a corrispondere all’ex fidanzato Roberto Franchi la somma di
C 20.114,96, oltre rivalutazione ed interessi dalla domanda, a titolo di
ingiustificato arricchimento per le somme da questi versate per l’acquisto

Lavorini.
Il Franchi non si è costituito.

MOTIVI DELLA DECISIONE
1.- Nessun conto può tenersi della comparsa di costituzione di nuovo
difensore con procura a margine. Il nuovo testo dell’art. 83 cod. proc.
civ., secondo cui la procura può anche essere apposta a margine della
memoria di nomina del nuovo difensore, si applica infatti golf) ai
instaurati dopo l’entrata in vigore della legge n. 69 del 2009, con la
conseguenza che, per gli altri, la procura speciale non può essere
rilasciata a margine o in calce ad atti diversi dal ricorso o dal
controricorso.
2.- Con il primo motivo la ricorrente, sotto il profilo della violazione
di legge, censura la sentenza nella parte ìn cui, escludendo l’applicazione
dell’art. 80 cod. civ., al fine di ritenere l’ammissibilità dell’azione di
ingiustificato arricchimento, afferma che, per consuetudine, la dazione di
somme di denaro da impiegarsi nell’acquisto di un immobile da adibire a
casa coniugale, non rientra fra í regali d’uso tra fidanzati, mentre, con il
secondo motivo, sotto il profilo della motivazione omessa o
contraddittoria, censura la sentenza nella parte in cui non spiega né quali
siano i doni che sono soliti farsi i fidanzati né perché la futura abitazione
coniugale non possa rientrare tra tali doni. Censura inoltre la sentenza in
quanto, dopo avere elencato molteplici giuste cause delle erogazioni,
cadrebbe in contraddizione negando la sussistenza di una giusta causa.
2.1.- I motivi sono infondati, richiedendosi solo la correzione della
motivazione. Va premesso che la giurisprudenza di questa Corte è
consolidata nel senso che la donazione di denaro per l’acquisto di un
immobile equivale a donazione indiretta dell’immobile (Cass. n. 26746 del
2008, n. 502 del 2003). È evidente, dunque, che il donante non ha

3

di un appartamento da destinare ad abitazione familiare, intestato alla

un’azione contrattuale per recuperare il denaro speso, ed in tal senso
soccorre il carattere sussidiario dell’azione ex art. 2041 cod. civ., non in
quanto non siano esperibili le azioni ex artt. 80 o 1813 cod. civ., ma in
quanto appunto il donante non ha un’azione tipica da esercitare.
2.- Con il terzo motivo, sotto il profilo del vizio di motivazione, la
ricorrente, premesso che in primo grado il Franchi aveva dedotto di avere
versato la metà delle spese necessarie all’acquisto dell’immobile, assume

2.1.- Il terzo motivo è inammissibile, in difetto di trascrizione delle
conclusioni assunte in primo grado dal Franchi.
3.- Il ricorso va pertanto rigettato.
Non vi è luogo al regolamento delle spese, non avendo l’intimato
svolto alcuna attività difensiva.

PQM
la Corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Terza Sezione
civile, il 28 novembre 2013.

che la somma di C 20.114,96 andava divisa a metà.

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