Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13675 del 22/06/2011

Cassazione civile sez. II, 22/06/2011, (ud. 20/05/2011, dep. 22/06/2011), n.13675

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGO CAR di Carrà Sergio & C. s.n.c. in liquidazione, in persona

del

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, per

procura speciale in calce al ricorso, dagli Avvocati Pennesi Andrea e

Gino Bazzani, elettivamente domiciliata in Roma, via Monte Acero n.

2/A, presso lo studio del secondo;

– ricorrente –

contro

ITALY BY CAR s.p.a., in persona del legale rappresentante pro –

tempore;

– intimata –

per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Palermo n.

1187 del 2008, depositata in data 18 settembre 2008;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

20 maggio 2011 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti;

sentito l’avvocato Gino Bazzani;

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

ZENO Immacolata, il quale nulla ha osservato.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che AGO CAR di Carrà Sergio & C. s.n.c. ha impugnato per cassazione, sulla base di tre motivi, la sentenza della Corte d’appello di Palermo n. 1187 del 2008, depositata il 18 settembre 2008, che, in accoglimento del gravame interposto da ITALY BY CAR s.p.a. avverso la sentenza del Tribunale di Palermo, ha rigettato la domanda dell’attrice volta al risarcimento dei danni conseguenti alla illegittima risoluzione del contratto di agenzia tra le parti intercorso;

che, ha osservato la Corte territoriale, Italy By Car s.p.a. aveva risolto con lettera del 1 ottobre 1990 e con effetto immediato il contratto di agenzia di durata triennale del 2 gennaio 1990, contestando alla Ago Car di avere effettuato un noleggio di un’autovettura ad un soggetto che poi se ne era appropriato, richiedendo un deposito inferiore a quello contrattualmente dovuto al momento della consegna del veicolo, e di avere comunicato in ritardo l’avvenuta appropriazione;

che la Corte d’appello ha rilevato che il depliant illustrativo contenente le tariffe applicabili all’epoca per il week end prevedeva che per l’autovettura della classe di auto in concreto noleggiata la tariffa fosse, per il periodo compreso dalle ore 12 del venerdì alle ore 9 del lunedì, di importo pari a L. 219.000 oltre IVA al 19%, con la precisazione, contenuta al terzo punto delle condizioni generali della tariffa vveek end, che ai non possessori di carte di credito bancarie si sarebbe dovuto richiedere il pagamento anticipato del previsto ammontare del noleggio, per un minimo di L. 500.000 per la classe di auto considerata;

che, alla luce di tali previsioni, la Corte ha quindi ritenuto provato per tabulas che l’agente AGO CAR richiese per il noleggio una somma inferiore a quella che avrebbe dovuto richiedere; e tale violazione costituiva un inadempimento idoneo a giustificare la risoluzione del rapporto in base alla clausola risolutiva espressa contenuta nel contratto di agenzia;

che l’intimata società non ha svolto attività difensiva;

che, essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione del ricorso con il rito camerale, è stata redatta relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., che è stata comunicata, alle parti e al pubblico ministero.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il relatore designato ha formulato una proposta di decisione nel senso del rigetto del ricorso per inammissibilità o manifesta infondatezza dei tre motivi articolati dalla ricorrente;

che la ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 3;

che il Collegio non ravvisa le ragioni di evidenza decisoria sulla base delle quali è stata proposta la trattazione del ricorso in camera di consiglio;

che si rende pertanto opportuno disporre il rinvio della causa a nuovo ruolo, onde consentire la trattazione del ricorso in pubblica udienza.

P.Q.M.

LA CORTE rinvia la causa a nuovo ruolo, disponendo la trattazione del ricorso in pubblica udienza (sezione).

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte suprema di Cassazione, il 20 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2011

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