Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13588 del 21/05/2019

Cassazione civile sez. III, 21/05/2019, (ud. 18/01/2019, dep. 21/05/2019), n.13588

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. GUIZZI Stefano Giaime – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12003-2016 proposto da:

V.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GOLAMETTO 4,

presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO ARDIZZI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato DANNI LIVIO LAGO

giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

G.F., M.C., G.M., B.L., IMPRESA

SERRADURA COSTRUZIONI SRL, ZURICH INSURANCE COMPANY SA

RAPPRESENTANZA GENERALE PER L’ITALIA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 147/2016 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 27/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/01/2019 dal Consigliere Dott. MARCO ROSSETTI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Nel 2005 G.F., M.C., G.M. e B.L. convennero dinanzi al Tribunale di Bassano del Grappa V.M. e la società Serradura Costruzioni s.r.l., esponendo:

-) di avere appaltato alla Serradura la costruzione di un villino bifamiliare;

-) di avere affidato a V.M., architetto, la direzione dei lavori;

-) che il villino era stato progettato e realizzato in modo imperfetto.

Chiesero pertanto la condanna dei con venuti al risarcimento dei danni, ciascuno per il rispettivo titolo.

I convenuti si costituirono e contrastarono la domanda; la Serradura propose domanda riconvenzionale per il pagamento del corrispettivo, e chiamò in causa due subappaltatori, dai quali chiese di essere tenuta indenne in caso di accoglimento della domanda attorea.

2. Per quanto in questa sede ancora rileva, con sentenza n. 828/11 il Tribunale accolse la domanda attorea nei confronti di V.M..

La sentenza venne da questi appellata, e la Corte d’appello di Venezia, con sentenza 27.1.2016 n. 147, accolse parzialmente il gravame.

3. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da V.M.. Nessuno degli intimati si è difeso in questa sede.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con atto depositato in Cancelleria il 13.12.2018 e debitamente sottoscritto, il ricorrente ha dichiarato di rinunciare all’impugnazione.

Va di conseguenza dichiarato estinto il giudizio, ai sensi dell’art. 391 c.p.c..

2. Non essendovi stata attività difensiva delle parti intimate, non occorre provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, ai sensi dell’art. 391 c.p.c., u.c..

P.Q.M.

la Corte di cassazione, visto l’art. 391 c.p.c., dichiara estinto il giudizio e non luogo a provvedere sulle spese.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Terza Sezione civile della Corte di cassazione, il 18 gennaio 2019.

Depositato in Cancelleria il 21 maggio 2019

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