Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13574 del 19/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 19/05/2021, (ud. 21/01/2021, dep. 19/05/2021), n.13574

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. MELE Maria Elena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3757-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore protempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

V.L., elettivamente domiciliato in ROMA, CIRCONVALLAZIONE

CLODIA, 36, presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE MARIO VAVALA’,

rappresentato e difeso dall’avvocato PATRIZIA BISOZZI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 217/2009 della COMM.TRIB.REG. LAZIO,

depositata il 17/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/01/2021 dal Consigliere Dott. ANNA MARIA FASANO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

V.L. impugnava l’avviso n. RC802694596004 e la successiva cartella di pagamento, notificati dall’Agenzia dell’entrate per recuperare il credito d’imposta per incremento occupazionale per gli anni 2001 – 2002 e 2003, in ragione della mancanza di uno dei requisiti per usufruire dell’agevolazione prevista dalla L. n. 388 del 2000, art. 7. La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con sentenza n. 539/23/07, accoglieva il ricorso. L’Ufficio proponeva appello dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che, con sentenza n. 217/10/09, respingeva il gravame. L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza, svolgendo un solo motivo. Il contribuente si è costituito con controricorso. V.L., nelle more del giudizio, ha depositato domanda di definizione di lite fiscale pendente proposta ai sensi del D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, convertito con modificazioni dalla L. n. 111 del 2011 ed il modello di pagamento unificato. All’udienza del 20.11.2019 la causa è stata rinviata a nuovo ruolo, con richiesta di informazioni all’Agenzia delle Entrate sulla regolarità della definizione della lite fiscale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– V.L. ha depositato copia della domanda di definizione della lite fiscale pendente ai sensi del D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, conv. dalla L. n. 111 del 2011, presentata all’Agenzia delle Entrate e dalla stessa regolarmente ricevuta;

– Il D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, convertito dalla L. n. 111 del 2011, ai fini della definizione della lite, richiede il deposito dell’attestazione di regolarità della domanda di condono e del pagamento integrale di quanto dovuto. A tale riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha depositato la nota del 17.9.2020, formulando istanza di estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 16, comma 8, in conseguenza di definizione della controversia ai sensi del D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, riferendo che la Direzione Provinciale I di (OMISSIS) ha comunicato che il contribuente ha presentato domanda di definizione della controversia ai sensi del citato D.L., art. 39, comma 12, provvedendo al versamento di tutte le somme dovute;

– Il giudizio, pertanto, va dichiarato estinto per cessata materia del contendere. Le spese di lite vanno poste a carico delle parti che le hanno anticipate, come disposto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, comma 3.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere e pone le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 21 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 19 maggio 2021

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