Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13554 del 18/05/2021

Cassazione civile sez. lav., 18/05/2021, (ud. 14/01/2021, dep. 18/05/2021), n.13554

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. BUFFA Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10842-2015 proposto da:

F.V., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ATTILIO REGOLO 19, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE LIPERA,

che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura Centrale

dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati EMANUELE DE

ROSE, ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO;

– controricorrente –

nonchè contro

RISCOSSIONE SICILIA S.P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 881/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 25/09/2014 R.G.N. 1249/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/01/2021 dal Consigliere Dott. FRANCESCO BUFFA.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con sentenza del 25.9.14, la Corte di Appello di Catania – in riforma di sentenza del tribunale della stessa sede del 28.9.09 – ha rigettato l’opposizione di F.V. a verbale di accertamento con il quale l’INPS l’aveva iscritta alla gestione commercianti quale socia del Nuovo bar snc.

In particolare, la corte ha valorizzato la dichiarazione della stessa F. agli ispettori INPS, secondo cui lei aiutava “il marito stando in cassa nelle ore di maggior lavoro, normalmente per un paio d’ore al giorno”, ritenendo l’attività resa dalla F. come necessaria al processo aziendale e non occasionale con conseguente gestione familiare dell’attività, così riformando la sentenza di primo grado che invece aveva ritenuto occasionale la presenza della moglie del titolare nel bar al momento della visita ispettiva.

Avverso tale sentenza ricorreva la sig.ra F. per due motivi, cui resisteva con controricorso l’INPS.

Con il primo motivo si deduceva – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 -violazione della L. n. 45 del 1986, art. 3,L. n. 613 del 1966, art. 2,L. n. 1397 del 1960, art. 1 per avere la sentenza impugnata ritenuto la sussistenza del requisito sub B della L. n. 1397 del 1966, art. 1 sebbene la ricorrente – pur socia di snc – non avesse funzioni amministrative di gestione e rappresentanza, e per avere altresì ritenuto l’abitualità della prestazione sebbene non fosse superato il limite delle 720 ore annue di cui alla circolare del Ministero del Lavoro 10 settembre 2013.

Con il secondo motivo di ricorso si deduceva – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – violazione della L. n. 45 del 86, art. 3 e vizio di motivazione – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 -, per avere la sentenza impugnata valutato prevalente l’attività della ricorrente in relazione all’attività di altri soggetti e non invece rispetto ad altre attività della stessa.

Con nota depositata il 2 novembre 2020, la ricorrente comunicava di aver aderito alla rottamazione dei ruoli in relazione a cartella per i crediti di cui è causa, documentava i pagamenti previsti dal piano di rateizzazione approvato dal creditore, e dichiarava di rinunciare al ricorso, chiedendo la compensazione delle spese.

Nulla eccepiva al riguardo l’INPS.

Il giudizio va dunque dichiarato estinto.

Nessun provvedimento sulle spese deve essere adottato, in quanto il contenuto della definizione agevolata assorbe il costo del processo pendente (così Cass. n. 20067/20, 25191/19 e 24083/18); poichè la pronuncia è di estinzione, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del processo.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 14 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2021

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