Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13500 del 18/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 18/05/2021, (ud. 24/02/2021, dep. 18/05/2021), n.13500

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 35788/2019 R.G., proposto da:

l’Agenzia delle Entrate, con sede in Roma, in persona del Direttore

Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;

– ricorrente –

contro

la “Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia –

ONLUS”, con sede in Pistoia, in persona del presidente del consiglio

di amministrazione pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv.

Fabio Cannizzaro, con studio in Pistoia, elettivamente domiciliata

presso l’Avv. Nicola Rivellese, con studio in Roma, giusta procura

in calce al controricorso di costituzione nel presente procedimento;

– controricorrente –

Avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale

della Toscana il 16 aprile 2019 n. 699/06/2019, non notificata;

udita la relazione della causa svolta nella camera di Consiglio non

partecipata (mediante collegamento da remoto, ai sensi del D.L. 28

ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 9, convertito nella L. 18

dicembre 2020, n. 176, con le modalità stabilite dal decreto reso

dal Direttore Generale dei Servizi Informativi ed Automatizzati del

Ministero della Giustizia il 2 novembre 2020) del 24 febbraio 2021

dal Dott. Lo Sardo Giuseppe.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Toscana il 16 aprile 2019 n. 699/06/2019, non notificata, che, in controversia su impugnazione di avviso di liquidazione dell’imposta di registro su compravendita di immobile in dipendenza della revoca dell’agevolazione spettante alle “ONLUS” per l’inadempienza all’obbligo di utilizzo dell’immobile per fini istituzionali nel termine di due anni dall’acquisto, ha rigettato l’appello proposto dalla medesima nei confronti della “Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia – ONLUS” avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia il 4 luglio 2017 n. 153/01/2017, con compensazione delle spese giudiziali. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione di primo grado, sul presupposto che la contribuente potesse invocare anche nel giudizio tributario l’agevolazione spettante alle associazioni di volontariato L. 11 agosto 1991, n. 266 ex art. 8. La “Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia – ONLUS” si è costituita con controricorso. Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la proposta formulata dal relatore è stata notificata ai difensori delle parti con il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte. In vista dell’odierna adunanza, la controricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 16,18,19 e 36, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per aver erroneamente ritenuto che il ricorso originario della contribuente potesse essere diretto ad ottenere il riconoscimento di un’agevolazione diversa da quella richiesta in sede di stipulazione della compravendita per atto notarile.

2. Con il secondo motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, tariffa – parte prima annessa, art. 1, comma 9, e della L. 11 agosto 1991, n. 266, art. 8, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver erroneamente ritenuto che la contribuente potesse subire una sanzione per aver corrisposto all’amministrazione finanziaria un’imposta che non sarebbe stata dovuta.

Ritenuto che:

1. Entrambi i motivi – la cui stretta ed intima connessione suggerisce l’esame congiunto – sono fondati.

1.1 Secondo la giurisprudenza costante di questa Corte, la sottoposizione di un atto ad una determinata tassazione, ai fini dell’imposta di registro, con il trattamento agevolato richiesto o, comunque, accettato dal contribuente, comporta, in caso di decadenza dal beneficio” l’impossibilità di invocare altra agevolazione, in quanto i poteri di accertamento e valutazione del tributo si esauriscono nel momento in cui l’atto viene sottoposto a tassazione e non possono rivivere, sicchè la decadenza dell’agevolazione concessa in quel momento preclude qualsiasi altro accertamento sulla base di altri presupposti normativi o di fatto (tra le altre: Cass., Sez. 5, 1 ottobre 2003, n. 14601; Cass., Sez. 5, 5 aprile 2013, n. 8409; Cass., Sez. 5, 21 aprile 2017, n. 10099; Cass., Sez. 6-5, 8 ottobre 2018, n. 24655).

1.2 Nè appare pertinente il richiamo della contribuente ad un arresto di questa Corte (Cass. Sez. 5, 7 maggio 2007, n. 10354), secondo il quale “(…) non è dato rinvenire nell’ordinamento alcun principio generale immanente nel sistema secondo il quale un’agevolazione non richiesta al momento dell’imposizione sarebbe irrevocabilmente perduta, potendosi anzi dedurre il principio contrario secondo il quale, sia pure con ovvi limiti temporali, è possibile rimediare all’erronea imposizione (D.P.R. n. 131 del 1986, art. 77)”. Difatti, la fattispecie esaminata riguardava un’agevolazione che non era stata richiesta dal contribuente in sede di registrazione dell’atto, bensì in sede di istanza di rimborso della maggiore imposta di registro, per cui 1″amministrazione finanziaria non poteva averne comminato la decadenza per difetto dei requisiti.

1.3 Aggiungasi che la deduzione della preclusione alla invocazione di una diversa agevolazione in caso di decadenza dall’agevolazione richiesta al momento della registrazione non costituisce un’eccezione nuova, che non è ammissibile nel giudizio di legittimità, trattandosi, al più, di una mera integrazione o espansione delle argomentazioni già fatte valere come motivo di appello (con riguardo alla censura del tentativo ascrivibile al contribuente “di vedersi riconosciuto un diritto di cui al momento opportuno non aveva fatto esercizio”).

1.4 Nella specie, impugnando la decadenza dall’agevolazione richiesta come “ONLUS” per l’imposta di registro sull’acquisto di immobile destinato allo svolgimento della propria attività per il biennio successivo (D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, tariffa – parte prima annessa, art. 1, comma 9, quale introdotto dal D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, art. 22,), la contribuente ha chiesto – ed ottenuto dalla Commissione Tributaria Regionale – il riconoscimento dell’esenzione che avrebbe potuto conseguire come associazione di volontariato in relazione all’oggetto della propria attività (L. 11 agosto 1991, n. 266, art. 8, comma 1), che non era stata invocata in occasione del rogito notarile soggetto a registrazione e che, comunque, era collegata all’iscrizione nei registri generali delle organizzazioni di volontariato L. 11 agosto 1991, n. 266 ex art. 6, comma 2 (condizione, peraltro, documentata dalla contribuente).

1.3 Pertanto, il giudice di appello ha fatto malgoverno dei principi enunciati, ritenendo che la contribuente potesse richiedere (ed ottenere), in sede di impugnazione della decadenza dall’agevolazione prevista per le “ONLUS” in relazione all’acquisto di immobili destinati all’utilizzo diretto per lo svolgimento della propria attività entro un biennio, l’esenzione prevista per le associazioni di volontariato in relazione agli atti connessi allo svolgimento della propria attività.

2. Dunque, valutandosi la fondatezza dei motivi dedotti, il ricorso può essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 24 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2021

 

 

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