Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13492 del 02/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 02/07/2020, (ud. 12/11/2019, dep. 02/07/2020), n.13492

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. ANTEZZA Fabio – Consigliere –

Dott. NOCELLA Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 4085/2016 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

Apprendo Società consortile a r.l.;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del

Piemonte n. 834/24/15, depositata il 4 settembre 2015.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 12 novembre

2019 dal Consigliere Fuochi Tinarelli Giuseppe.

Fatto

RILEVATO

Che:

L’Agenzia delle entrate emetteva avviso di accertamento per l’anno 2006 nei confronti di Apprendo s.c. a r.l., svolgente attività di organizzazione di corsi di formazione professionale senza corrispettivo a carico degli utenti, finanziati con contributi pubblici da parte della Regione Piemonte, recuperando a tassazione l’Iva detratta dal consorzio sugli acquisti effettuati per la realizzazione dei corsi.

L’Ufficio rilevava, in particolare, che, trattandosi di contributi pubblici di natura liberale e non corrispettiva, fuori campo Iva, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 2, comma 3, anche le prestazioni conseguenti erano escluse dal tributo; gli acquisti operati con detti contributi, inoltre, erano stati posti in essere in relazione ad attività (corsi di formazione) di per sè esenti D.P.R. n. 633 del 1972, ex art. 10, comma 1, n. 20.

Il ricorso della contribuente era accolto dalla CTP. La sentenza era confermata dal giudice d’appello.

L’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione con quattro motivi. Apprendo s.c. a r.l. è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Il primo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57 per aver la CTR considerato nuova la domanda proposta in appello dall’Ufficio per una inammissibile modifica della causa petendi originaria.

1.1. Il motivo è fondato.

1.2. La CTR ha affermato che l’Ufficio aveva abbandonato la tesi “sostenuta nell’avviso di accertamento e ribadita nella costituzione nel primo grado di giudizio, e cioè che alla inasoggettabilità all’Iva dei contributi regionali consegue necessariamente la non detraibilità dell’imposta sui costi sostenuti dalla contribuente, per prospettare… tutt’altra causa petendi. La indetraibilità dell’imposta ora è dovuta esclusivamente alla circostanza che gli acquisiti sono stati impiegati per esigenze di operazioni esenti”.

Orbene, emerge dall’avviso di accertamento, riprodotto per autosufficienza, che l’Ufficio aveva, già in origine, ancorato la pretesa ad un duplice esplicito fondamento: l’Iva era indetraibile “sia perchè afferente ad operazioni escluse” – i.e. il contributo a fondo perduto fuori campo Iva – “sia perchè l’attività svolta è esente dal tributo Iva a norma del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10” – ossia i corsi di formazione per apprendisti.

1.2. Ne deriva che il giudice d’appello, nel rigettare l’appello per la ritenuta non consentita mutatio libelli, ha errato poichè i presupposti, di fatto e diritto, dedotti con il gravame sussistevano, in realtà, sin dalla formulazione della pretesa impositiva.

2. Il secondo, il terzo e il quarto motivo, con cui è riproposta, con diverse modalità, la medesima questione, restano assorbiti.

3. In accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, la sentenza va cassata con rinvio, anche per le spese, alla CTR competente in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte, in accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR competente in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 12 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 2 luglio 2020

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