Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13485 del 30/06/2016

Cassazione civile sez. VI, 30/06/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 30/06/2016), n.13485

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – rel. Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14325-2015 proposto da:

P.E.M.I., nella sua qualità di erede di

B.C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL

VIMINALE 43, presso h studio dell’avvocato FABIO LORENZONI,

rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO GRIGNOLIO giusta

delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 2418/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

CENTRALE di ROMA, depositata il 05/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GUIDO FEDERICO;

udito l’Avvocato Fabio Lorenzoni (delega avvocato Francesco

Grignolio), difensore della ricorrente che si riporta alla

relazione.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte:

Costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue:

La contribuente P.E.M.I., in qualità di erede di B.C.C., ricorre con due motivi, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Centrale –

sede di Roma, n. 2418/25/14, depositata il 5 giugno 2014, che, previa riunione, ne ha respinto i ricorsi, aventi ad oggetto la non assoggettabilità all’ imposta di registro della “riunione di usufrutto”, affermando l’inammissibilità del motivo, in quanto dedotto per la prima volta in appello, con il quale veniva rilevata la non assoggettabilità ad imposta di registro della “riunione di usufrutto” effettuata dal contribuente il 2.2.1977.

L’Agenzia delle Entrate si è costituita al solo fine di partecipare all’udienza di discussione.

Con il primo motivo di ricorso la contribuente denunzia la violazione e falsa applicazione del D.L. n. 2 del 1986, art. 6conv. nella L. n. 60 del 1986 per aver affermato la tardività dell’eccezione proposta nel grado di appello, nonostante l’applicabilità dello ius superveniens dovesse ritenersi rilevabile d’ufficio.

Il motivo appare fondato con assorbimento del secondo motivo di ricorso.

Ed invero, in tema di imposta di registro sulla riunione dell’usufrutto alla nuda proprietà, la nuova normativa introdotta con la L. 7 marzo 1986, n. 60, art. 6 (che ha convertito con modificazioni il D.L. 6 gennaio 1986, n. 2), e ribadita con il testo unico della legge di registro di cui al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 80, comma 2, – in base alla quale l’imposta di consolidazione dell’usufrutto, prevista dal R.D. 30 dicembre 1923, n. 3269, art. 21 si applica solo se la consolidazione si sia verificata anteriormente alla data di entrata in vigore del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 634 (che, al pari dello attuale testo unico n. 131 del 1986 non prevede più tale forma di imposizione) si pone, rispetto ai rapporti ancora in corso, come jus superveniens a carattere innovativo, per cui deve essere applicata, anche d’ufficio, quando essa sia entrata in vigore successivamente alla proposizione del ricorso (Cass. 6414/1990; 4923/1999; 21308/2008) ed il giudizio sia ancora pendente.

Considerato che non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto la causa può essere decisa ex art. 384 c.p.c. nel merito, con accoglimento del ricorso introduttivo del contribuente.

La peculiarità della vicenda giustifica l’integrale compensazione tra le parti delle spese delle fasi di merito, mentre l’Agenzia va condannata alla refusione delle spese del presente giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso.

Cassa la sentenza impugnata e, decidendo la causa nel merito, accoglie il ricorso introduttivo della contribuente.

Condanna l’Agenzia delle Entrate alla refusione delle spese del presente giudizio, che liquida in 2.200,00 per compensi oltre ad accessori di legge e rimborso spese vive in misura di 200,00 Euro e rimborso forfettario spese generali in misura del 15%.

Così deciso in Roma, il 26 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 giugno 2016

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