Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13472 del 02/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 02/07/2020, (ud. 13/06/2019, dep. 02/07/2020), n.13472

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. TINARELLI FUOCHI Giuseppe – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – rel. Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 20337/2018 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, con domicilio eletto in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12

presso l’Avvocatura Generale dello Stato;

– ricorrente –

contro

FERB (Figli di E.R.) s.p.a. in persona del suo legale

rappresentante pro tempore rappresentata e difesa giusta delega in

atti dall’avv. Canepa Enrico Edoardo Angelo e domiciliata presso

l’avv. Aureli Beatrice in Roma alla via Morricone n. 9;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Liguria n. 32/02/17 depositata l’11/01/2018, non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nell’adunanza camerale del

13/6/2019 dal Consigliere Succio Roberto.

Fatto

RILEVATO

Che:

– con la sentenza impugnata la CTR accoglieva l’appello del contribuente

e per l’effetto in riforma della sentenza di prime cure annullava gli atti impugnati, con i quali l’Ufficio delle dogane di La Spezia recuperava maggiori dazi e irrogava le conseguenti sanzioni relativamente a operazioni doganali effettuate a partire dal 2009;

Diritto

– ricorre a questa Corte l’Amministrazione Doganale con atto affidato a quattro motivi; resiste la società contribuente con controricorso. CONSIDERATO

Che:

– con il primo mezzo di gravame si denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, art. 111 Cost., art. 2697 c.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 per avere erroneamente la CTR ammesso l’espletamento di una CTU diretta ad accertare la malleabilità o meno della ghisa importata (ai fini dell’applicazione della corretta voce tariffaria doganale) in difetto di presupposti di legge, supplendo in sostanza detta CTU all’inadempimento da parte del contribuente dell’onere probatorio su questi gravante;

– il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza; parte ricorrente non trascrive alcun atto della società contribuente onde consentire a questa Corte di rilevare il tenore delle eccezioni e difese della stessa e quindi di valutare la funzione concretamente suppletiva che la CTR avrebbe attribuito alla consulenza tecnica contestata;

– il secondo motivo di ricorso censura la sentenza impugnata per violazione degli artt. 132 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 per avere la CTR del tutto omesso l’esposizione delle ragioni in fatto e diritto della decisione;

– il motivo è infondato; esso invero censura la sentenza impugnata per motivazione apparente mentre dalla lettura della sentenza stessa si evince come la CTR abbia reso motivazione idonea a rendere manifeste

e comprensibili le ragioni che l’hanno condotta a decisione;

– il terzo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione del reg. CE n. 500/2009 dell’11 giugno 2009 ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 per avere la CTR erroneamente affidato al proprio consulente la formulazione di valutazioni giuridiche non ammesse, relative all’erronee contenuto del regolamento ricitato proprio sul punto rilevante per la decisione della controversia;

– il motivo è sia inammissibile che infondato; preliminarmente, la Corte rileva come nel concreto parte ricorrente si dolga dell’esito infausto delle valutazioni operate dal consulente tecnico dell’ufficio; all’evidenza si tratta di censure sul merito delle risultanze della consulenza tecnica esperita nel corso del giudizio, la cui riproposizione è inammissibile in sede di legittimità;

– in ogni caso, la doglianza relativa all’insussistenza della “inesattezza tecnologica” rilevata dal consulente della CTR è comunque infondata, poichè risulterebbe contraddetta, come nota la stessa Amministrazione ricorrente, dal regolamento di esecuzione n. 1232/2017 della Commissione del 3 luglio 2017, che in quanto successivo alle operazioni contestate non può trovare ad esse applicazione;

– come infatti questa Corte ha precisato con riguardo a vicenda analoga (Cass. Sez. 5 – sent. n. 21802 del 29/08/2019) il regolamentehe assegnaci” determinati codici doganali ai ff, i della determinazione dell’importo dei diritti dovuti in dogana non una interpretazione autentica del codice preesistente; ne deriva che in caso di importazione anteriore all’introduzione del regolamento, il giudice di merito deve procedere alla ricerca del criterio di classificazione doganale dell’articolo, in quanto applicabile “ratione temporis”, onde verificarne la correttezza;

– il quarto motivo denuncia infine violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 per avere la CTR omesso di pronunciarsi sulle controdeduzioni dell’Ufficio relative sia all’assenza di motivazione in merito al fatto che nella relazione non si chiarisce il motivo per cui la ghisa sferoidale non è da considerarsi malleabile, sia sulla valutazione meramente discrezionale della CTU in questione;

– il motivo è inammissibile;

– lo stesso difetta di autosufficienza, non risultando trascritta in ricorso la CTU della quale si censura il contenuto (mentre sono trascritte le deduzioni svolte sulla stessa, e solo piccoli frammenti della CTU contestata) di guisa che questa Corte non è messa in grado di verificare l’intero contenuto dell’elaborato oggetto del mezzo di impugnazione;

– conclusivamente, il ricorso va quindi integralmente rigettato;

– la spese seguono la soccombenza.

PQM

rigetta il ricorso; liquida le spese in Euro 4.100,00 oltre al 15% spese generali, CPA ed IVA di legge che pone a carico di parte soccombente.

Così deciso in Roma, il 13 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 2 luglio 2020

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