Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13445 del 03/06/2010

Cassazione civile sez. lav., 03/06/2010, (ud. 21/04/2010, dep. 03/06/2010), n.13445

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE LUCA Michele – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio – Consigliere –

Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 25784-2006 proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., elettivamente domiciliata in ROMA, Viale

Mazzini 134, presso lo studio dell’Avvocato FIORILLO LUIGI, che la

rappresenta e difende per procura a margine del ricorso unitamente

all’Avvocato TOSI PAOLO;

– ricorrente –

contro

C.D., elettivamente domiciliato in ROMA, via Ennio

Quirino Visconti n. 20, presso lo studio dell’Avvocato ANTONINI

MARIO, rappresentato e difeso dall’Avvocato GIUGGIOLI GIULIANO per

procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1387/2005 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 21/09/2005, RGN 953/05;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/04/2010 dal Consigliere Dott. GIOVANNI MAMMONE;

Udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. FINOCCHI GHERSI Renato che ha chiesto dichiararsi

inammissibile il ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso al giudice del lavoro di Novara, C.D. chiedeva che fosse dichiarata la nullità del termine apposto al contratto di assunzione alle dipendenze di Poste Italiane s.p.a. per il periodo 2.5-30.6.02.

Accolta la domanda, proponeva appello Poste Italiane.

La Corte d’appello di Torino con sentenza depositata il 21.09.05 rigettava l’impugnazione.

Avverso questa sentenza Poste Italiane proponeva ricorso per cassazione, cui rispondeva C. con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Agli atti è depositato un verbale redatto dinanzi alla Commissione provinciale di conciliazione di Novara del 31.3.09, dal quale risulta che C.D. ha raggiunto con la controparte un accordo transattivo concernente la controversia de qua e che le parti si danno atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a lutti gli effetti di legge e dichiarando che – in caso di fasi giudiziali ancora aperte – le stesse saranno definite in coerenza con il presente verbale.

L’accordo comporta la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo. Alla cessazione della materia del contendere consegue pertanto la declaratoria di inammissibilità del ricorso in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della decisione, in relazione alla quale va valutato l’interesse ad agire (Cass. S.u. 29.11.06 n. 25278).

In ragione del contenuto transattivo dell’accordo è conforme a giustizia procedere alla compensazione delle spese del giudizio di cassazione tra le parti interessate.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese tra le parti.

Così deciso in Roma, il 21 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 3 giugno 2010

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