Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13401 del 18/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 18/05/2021, (ud. 23/03/2021, dep. 18/05/2021), n.13401

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15236-2019 proposto da:

I.A., in proprio nonchè nella qualità di titolare della

omonima ditta individuale, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DEL MATTONATO 3, presso lo studio dell’avvocato DONATO PICCININNI,

rappresentato e difeso dall’avvocato GAETANO MICHELE MARIA DE BONIS;

– ricorrente-

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 291/2/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA BASILICATA, depositata il 25/05/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO

GIOVANNI CONTI.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

La CTR Basilicata, con la sentenza indicata in epigrafe, ha accolto l’appello dell’Ufficio avverso la sentenza del giudice di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto da I.A. contro l’avviso di accertamento relativo a IVA e IRAP per l’anno 2009. Secondo la CTR la notifica del ricorso introduttivo, affidata dal contribuente al servizio di posta privata, era inesistente, in quanto effettuata in epoca anteriore all’entrata in vigore della L. n. 124 del 2017 che aveva liberalizzato i servizi postali.

Conseguentemente, il ricorso notificato a mezzo del servizio postale doveva ritenersi affetto dal vizio di inesistenza e non suscettibile di sanatoria.

Lo I. ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, pure depositando memoria. L’Agenzia delle entrate ha resistito con controricorso.

Il ricorrente deduce la violazione degli D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, commi 3 e 5, art. 21, comma 1, nonchè del D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4. Avrebbe errato il giudice di merito nel ritenere l’inesistenza della notifica. Premesso che l’avviso di accertamento era stato notificato il (OMISSIS) e che, in seguito all’istanza di accertamento con adesione, il termine di impugnazione (pari a giorni 60 più 90) andava a scadere il (OMISSIS), rilevava il ricorrente di avere consegnato l’atto di impugnazione al servizio di poste private il (OMISSIS), aggiungendo che il plico era stato consegnato all’Agenzia delle entrate il (OMISSIS) e dunque il primo giorno successivo di apertura dell’ufficio, coincidendo il 30 maggio con la festività del Santo Patrono della città di Potenza, il 31 maggio e l’1 giugno con i giorni di sabato e domenica ed il 2 giugno con la festività nazionale.

Aggiungeva che la notifica non poteva dirsi affetta da insistenza, applicandosi la disciplina in tema di notifica diretta.

Il ricorso è fondato.

Ed invero, giova ricordare che le Sezioni Unite della Cassazione n. 299 del 2020 hanno di recente fissato il seguente principio di diritto:

“in tema di notificazione di atti processuali, posto che nel quadro giuridico novellato dalla Dir. n. 2008/6/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 febbraio 2008 è prevista la possibilità per tutti gli operatori postali di notificare atti giudiziari, a meno che lo Stato non evidenzi e dimostri la giustificazione oggettiva ostativa, è nulla e non inesistente la notificazione di atto giudiziario eseguita dall’operatore di posta privata senza relativo titolo abilitativo nel periodo intercorrente fra l’entrata in vigore della suddetta direttiva e il regime introdotto dalla L. n. 124 del 2017”;

“la sanatoria della nullità della notificazione di atto giudiziario, eseguita dall’operatore di poste private per raggiungimento dello scopo dovuto alla costituzione della controparte, non rileva ai fini della tempestività del ricorso, a fronte della mancanza di certezza legale della data di consegna del ricorso medesimo all’operatore, dovuta all’assenza di poteri certificativi dell’operatore, perchè sprovvisto di titolo abilitativo” (Cass., S.U., n. 299 del 2020).

A tali principi non si è conformato il giudice di appello che ha ritenuto inesistente la notifica del ricorso giurisdizionale effettuata dalla parte contribuente perchè effettuata da agente di poste private, così andando in contrario avviso rispetto ai principi espressi dalle Sezioni unite.

La sentenza impugnata va conseguentemente cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Basilicata, spettando al giudice del rinvio di fare corretta applicazione dei principi sopra esposti anche al fine di verificare la tempestività dell’impugnazione, tenuto conto del periodo di sospensione relativo alla proposizione dell’istanza di adesione D.Lgs. n. 218 del 1997, ex art. 5-6.

Il regime delle spese del giudizio di legittimità va rimesso al giudice del rinvio.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Basilicata anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità

Così deciso in Roma, il 23 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2021

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