Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13319 del 01/07/2020

Cassazione civile sez. VI, 01/07/2020, (ud. 11/02/2020, dep. 01/07/2020), n.13319

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9543-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

U.F.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 6706/7/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 03/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 11/02/2020 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

ANTONIO FRANCESCO.

Fatto

RILEVATO

che:

Con sentenza in data 3 ottobre 2018 la Commissione tributaria regionale del Lazio dichiarava inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma che aveva accolto il ricorso proposto da U.F. avverso l’avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle entrate, Ufficio del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali, aveva notificato all’intestatario catastale la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale. Riteneva la CTR fondata l’eccezione di tardività dell’appello formulata dal contribuente, in quanto “la sentenza è stata depositata il 17/05/2016 e l’appello risulta spedito il 19/12/2016 oltre il termine di sei mesi per la sua impugnazione”.

Avverso la suddetta sentenza l’Agenzia delle entrate, con atto del 20 marzo 2019, ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.

Il contribuente non ha svolto difese.

Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con unico mezzo la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione degli artt. 149 e 155 c.p.c. per non avere la CTR considerato che l’ultimo giorno utile per proporre appello cadeva di sabato, con conseguente proroga della scadenza del termine di impugnazione al lunedì successivo.

Il ricorso è fondato.

L’art. 155 c.p.c., commi 4 e 5, prevede che se il giorno di scadenza è festivo la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo e che tale proroga si applica anche ai termini che scadono nella giornata di sabato.

La CTR, nel dichiarare inammissibile per tardività l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, non ha considerato che il termine di sei mesi per proporre impugnazione, previsto dall’art. 327 c.p.c., scadeva nel giorno di sabato 17 dicembre 2016, di tal che la scadenza era prorogata al giorno di lunedì 19 dicembre 2016.

L’appello spedito a mezzo del servizio postale il 19 dicembre 2016 era dunque tempestivo.

Il ricorso va dunque accolto e la sentenza impugnata cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 11 febbraio 2020.

Depositato in cancelleria il 1 luglio 2020

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