Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13270 del 31/05/2010

Cassazione civile sez. lav., 31/05/2010, (ud. 15/04/2010, dep. 31/05/2010), n.13270

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE LUCA Michele – Presidente –

Dott. DI CERBO Vincenzo – Consigliere –

Dott. NOBILE Vittorio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. ZAPPIA Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., elettivamente domiciliata in ROMA, viale

Mazzini 134 presso lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI, che la

rappresenta e difende per procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

R.G., elettivamente domiciliato in ROMA, via Reno n.

21, presso lo studio dell’avvocato RIZZO ROBERTO, che la rappresenta

e difende per procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3873/2006 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 02/08/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/04/2010 dal Consigliere Dott. MAMMONE Giovanni;

udito l’Avvocato e RIZZO;

Udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. SEPE Ennio Attilio che ha chiesto dichiararsi

inammissibile il ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso al giudice del lavoro di Roma, R.G. chiedeva che fosse dichiarata la nullita’ del termine apposto ad un contratto di assunzione alle dipendenze di Poste Italiane s.p.a. per il periodo 13.12.00 – 12.03.01.

Accolta la domanda e proposto appello da Poste Italiane, la Corte d’appello di con sentenza non definitiva depositata in data 1.08.05, pronunziando ai sensi dell’art. 420 bis c.p.c., dava la sua interpretazione del combinato delle clausole contrattuali collettive oggetto dell’impugnazione.

Avverso questa sentenza Poste Italiane proponeva ricorso per Cassazione, cui rispondeva R. con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Agli atti e’ depositato un verbale di conciliazione in sede sindacale del 19.1.09, dal quale risulta che R.G. ha raggiunto con la controparte un accordo transattivo concernente la controversia de qua e che le parti si danno atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge e dichiarando che — in caso di fasi giudiziali ancora aperte — le stesse saranno definite in coerenza con il presente verbale.

L’accordo comporta la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo. Alla cessazione della materia del contendere consegue pertanto la declaratoria di inammissibilita’ del ricorso in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui e’ proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della decisione, in relazione alla quale va valutato l’interesse ad agire (Cass. S.u. 29.11.06 n. 25278).

In ragione del contenuto transattivo dell’accordo e’ conforme a giustizia procedere alla compensazione delle spese del giudizio di cassazione tra le parti interessate.

P.Q.M.

LA CORTE dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese tra le parti.

Cosi’ deciso in Roma, il 15 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 31 maggio 2010

 

 

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