Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13266 del 01/07/2020

Cassazione civile sez. VI, 01/07/2020, (ud. 30/01/2020, dep. 01/07/2020), n.13266

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9540-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

VITTORIA ASSICURAZIONI SPA, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA EMANUELE GIANTURCO 6, presso

lo studio dell’avvocato FILIPPO SCIUTO, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato RUGGERO BARILE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 11/2018 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 12/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 30/01/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARCO

ROSSETTI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. In data non precisata nel ricorso la società Vittoria Assicurazioni s.p.a. convenne dinanzi al Tribunale di Nuoro l’Agenzia delle Entrate, esponendo che:

-) aveva stipulato con la società Plast e Plast di A.M. & c. s.a.s. una polizza fideiussoria a garanzia del rimborso dell’Iva, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 30 e 38 bis;

-) l’Agenzia delle entrate, dopo avere rettificato la dichiarazione Iva della società contribuente relativa all’anno 2000, escuteva la garanzia per l’importo di Euro 630.698,38;

-) tuttavia la pretesa dell’Agenzia delle entrate era illegittima perchè l’escussione della garanzia avvenne dopo la scadenza di validità della stessa, contrattualmente fissata al 31 dicembre 2005, mentre l’avviso di accertamento venne notificato in data 13 aprile 2007.

2. Mentre il Tribunale di Nuoro rigettò la domanda, la Corte d’appello di Cagliari, sezione di Sassari, adita dalla società soccombente, con sentenza 12 gennaio 2018 n. 11 accolse il gravame e condannò l’Agenzia delle entrate alla restituzione dell’importo incassato dall’escussione della polizza, oltre gli interessi legali e le spese.

3. La sentenza d’appello è impugnata per cassazione dall’Agenzia delle entrate, con ricorso fondato su un solo motivo. Ha resistito con controricorso la Vittoria Assicurazioni.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione della L. n. 289 del 2002, art. 10; del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 57 e 38 bis, ed infine dell’art. 1370 c.p.c..

Sostiene che, dal momento che la L. 289 del 2002, art. 10, prorogò al 31 dicembre 2007 il termine di decadenza entro il quale l’erario aveva il potere di compiere i propri accertamenti su evasioni o elusioni d’imposta, il contratto andava interpretato alla luce di tale norma, e letto nel senso che la proroga ope legis del termine di decadenza per l’effettuazione degli accertamenti fiscali comportava automaticamente la proroga della durata di efficacia del contratto.

2. Il motivo è inammissibile ex art. 360 bis c.p.c., alla luce del principio già più volte affermato da questa Corte, secondo cui “la polizza fideiussoria di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 bis, stipulata al fine di garantire, in favore dell’Amministrazione finanziaria, la restituzione delle somme da questa indebitamente versate ai contribuenti in sede di procedura di rimborso anticipato dell’IVA, costituisce un contratto autonomo di garanzia la cui durata è normalmente collegata con i tempi di accertamento dell’imposta. Ne consegue che, ove una norma di legge, sopravvenuta rispetto alla data di stipulazione del contratto, proroghi i termini di accertamento dell’imposta in favore dell’Amministrazione finanziaria, tale proroga non si riflette anche sulla durata del relativo contratto di garanzia, a meno che lo stesso non contenga una diversa previsione” (Sez. 3 -, Sentenza n. 7884 del 28/03/2017, Rv. 643700 – 01; nello stesso senso Sez. 3, Ordinanza n. 30837 del 29.11.2018; Sez. 3, Ordinanza n. 30836 del 29.11.2018; Sez. 3, Sentenza n. 24530 del 5.10.2018; Sez. 3, Ordinanza n. 19213 del 19.7.2018).

3. Le spese del presente giudizio di legittimità vanno a poste a carico della ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, e sono liquidate nel dispositivo.

Poichè la parte vittoriosa è un’amministrazione dello Stato, nei confronti della quale vige il sistema della prenotazione a debito dell’imposta di bollo dovuta sugli atti giudiziari e dei diritti di cancelleria e di ufficiale giudiziario, la condanna alla rifusione delle spese vive deve essere limitata al rimborso delle spese prenotate a debito, come già ritenuto più volte da questa Corte (ex aliis, Sez. 3, Sentenza n. 5028 del 18/04/2000, Rv. 535811).

3.1. Non è luogo a provvedere ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17), essendo le Amministrazioni dello Stato istituzionalmente esonerate, per valutazione normativa della loro qualità soggettiva, dal materiale versamento del contributo stesso, mediante il meccanismo della prenotazione a debito. (Sez. 3, Sentenza n. 5955 del 14/03/2014, Rv. 630550 – 01).

PQM

(-) dichiara inammissibile il ricorso;

(-) condanna Agenzia delle Entrate alla rifusione in favore di Vittoria Assicurazioni s.p.a. delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di Euro 10.400, di cui Euro 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 30 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 1 luglio 2020

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