Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13238 del 27/06/2016


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Cassazione civile sez. VI, 27/06/2016, (ud. 25/05/2016, dep. 27/06/2016), n.13238

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10971/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

IMMOBILIARE SOA SRL, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma Piazza Cavour presso la

Corte di Cassazione, rappresentata e difesa dall’Avvocato FERNANDO

LEONI, giusta procura in calce all’atto di costituzione;

– resistente –

avverso la sentenza n. 5480/34/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di MILANO del 17/09/2014, depositata il 23/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/05/2016 dal Consigliere Dott. ROBERTO GIOVANNI CONTI;

udito l’avvocato Fernando Leoni difensore della resistente che ha

chiesto il rigetto del ricorso.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato con ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo la sentenza della CTR della Lombardia indicata in epigrafe con la quale è stato rigettato l’appello proposto dall’ufficio contro la sentenza di primo grado che aveva annullato la cartella di pagamento notificata alla Immobiliare SOA srl per IVA relativa all’anno 2007.

Il motivo di ricorso proposto dalla ricorrente, al quale non è seguita alcuna difesa scritta da parte della parte intimata, è manifestamente fondato.

Va ricordato che, nel processo tributario, le variazioni del domicilio eletto o della residenza o della sede, a norma delD.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 17, comma 1, sono efficaci nei confronti delle controparti costituite dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata loro notificata la denuncia di variazione, tale onere è previsto per il domicilio autonomamente eletto dalla parte, mentre l’elezione del domicilio dalla medesima operata presso lo studio del procuratore ha la mera funzione di indicare la sede dello studio del procuratore medesimo. In tale caso, il difensore domiciliatario non ha a sua volta l’onere di comunicare il cambiamento di indirizzo del propria studio ed è, invece, onere del notificante di effettuare apposite ricerche per individuare il nuovo luogo di notificazione, ove quello a sua conoscenza sia mutato, dovendo la notificazione essere effettuata al domicilio reale del procuratore anche se non vi sia stata rimale comunicazione del trasferimento alla controparte, ai sensi dell’art. 17, comma 3, del D.Lgs. citato – Cass. n. 13366/2013.

Orbene, nel caso di specie l’Agenzia aveva compiuto le opportune ricerche al fine di individuare il domicilio del soggetto indicato come domiciliatario, riscontrando che all’ordine professionale di appartenenza il medesimo professionista non aveva comunicato variazioni.

Sulla base di tali ricerche, corretta doveva ritenersi la notifica effettuata nella segreteria della Commissione. Sul punto è stato infatti chiarito che nel processo tributario, a norma del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 17, comma 3, qualora manchino l’elezione di domicilio o la dichiarazione della residenza o della sede nel territorio dello Stato, ovvero se per la loro assoluta incertezza la notificazione o la comunicazione degli atti non è possibile, questi sano notificati o comunicati presso la segreteria della commissione.

Ne consegue che la notificazione dell’avviso di trattazione della causa in segreteria, effettuata dopo l’inutile tentativo presso l’unico domicilio eletto noto, è conforme alla legge e che, in tal caso, non si realizza alcuna violazione del principio del contraddittorio – cfr. Cass. n. 10089/2005.

Ha dunque errato la CTR nel non fare applicazione dei superiori principi, giusta la disciplina speciale di cui al ricordato D.Lgs. n. 596 del 1992, art. 17.

Il ricorso va accolto e la sentenza cassata con rinvia ad altra sezione della CM della Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR della Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 25 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 27 giugno 2016

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