Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13228 del 16/06/2011

Cassazione civile sez. I, 16/06/2011, (ud. 23/02/2011, dep. 16/06/2011), n.13228

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

SPECI S.R.L. (p.i. (OMISSIS)), in persona del Procuratore

Generale pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE

ERITREA 120, presso l’avvocato CORDA MARIO, che la rappresenta e

difende, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente-

contro

PROVINCIA DI FIRENZE;

– intimata –

sul ricorso 5824-2005 proposto da:

PROVINCIA DI FIRENZE, in persona del Presidente pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA R. GRAZIOLI LANTE 16, presso

l’avvocato BONAIUTI DOMENICO, rappresentata e difesa dall’avvocato

GUALTIERI STEFANIA, giusta procura speciale autenticata Segr. Gen.

Prov. FIRENZE dott.ssa EMILIA TRISCIUOGLIO del 16.2.11;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

contro

SPECI S.R.L., in persona del Procuratore Generale pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE ERITREA 120, presso

l’avvocato CORDA MARIO, che la rappresenta e difende, giusta procura

a margine del ricorso principale;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 28/2004 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 14/01/2004;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

23/02/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito, per la controricorrente e ricorrente incidentale, l’Avvocato

S. GUALTIERI che ha chiesto l’accoglimento del ricorso incidentale,

rigetto del ricorso principale;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO Immacolata che ha concluso per l’inammissibilità dei ricorsi,

in subordine rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

SPECI S.r.l. conveniva in giudizio la Provincia di Firenze davanti al locale Tribunale, per sentirla condannare al risarcimento dei danni derivanti dall’inadempimento degli obblighi assunti, con contratto d’appalto tra le parti, avente ad oggetto lavori inerenti ad un edificio da destinare a scuola (terzo lotto). Costituitosi regolarmente il contraddittorio, la Provincia chiedeva dichiararsi inammissibile la domanda, in quanto proposta successivamente alla rescissione del contratto da essa disposta; nel merito, che la domanda fosse rigettata. Veniva ammessa ed espletata c.t.u..

Il Tribunale di Firenze, con sentenza in data 21-9-2001, dichiarava legittima la rescissione, precisando che l’appalto non riguardava solo il terzo lotto, ma pure lavori di rifiniture relativi ad altri due lotti.

Interponeva appello la SPECI S.r.l.. Costituitosi il contraddittorio, la Provincia di Firenze chiedeva rigettarsi l’appello. La Corte d’Appello di Firenze, con sentenza in data 16-9-2003 – 14-1-2004, dichiarava nullo il contratto di appalto, per indeterminatezza dell’oggetto.

Ricorre per cassazione la SPECI S.r.l., sulla base di un unico, articolato motivo.

Resiste, con controricorso, la Provincia di Firenze, che pure propone ricorso incidentale.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Vanno preliminarmente riuniti i ricorsi, ai sensi dell’art. 335 c.p.c. Con un unico motivo, la ricorrente principale lamenta violazione dell’art. 1362 c.c. e segg., sull’interpretazione del contratto, vizio di motivazione, e omessa pronuncia sulla domanda relativa alla risoluzione del contratto stesso.

Con ricorso incidentale, la Provincia lamenta violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., nonchè delle norme di interpretazione del contratto. Entrambi i ricorsi sono fondati e vanno accolti.

E’ bensì vero che il Giudice può anche d’ufficio dichiarare la nullità di un atto, ma, per giurisprudenza consolidata (per tutte, Cass. n. 6191 del 2004) tale profilo deve necessariamente collocarsi nell’ambito della materia del contendere. Le parti – come è pacifico tra esse – mai hanno sollevato questione di nullità del contratto;

si discute sull’esecuzione dei lavori e sugli inadempimenti reciprocamente lamentati dalle parti stesse.

Il Giudice a quo dunque non poteva perciò dichiarare la nullità del contratto, di ufficio. Con l’accoglimento di entrambi i ricorsi, rimane assorbito ogni altro profilo. Va cassata la sentenza impugnata, con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze, in diversa composizione, che dovrà trattare il merito della causa, e pure si pronuncerà sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

LA CORTE riunisce i ricorsi e li accoglie, cassa la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze, in diversa composizione, che pure si pronuncerà sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 23 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 16 giugno 2011

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