Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13207 del 16/06/2011

Cassazione civile sez. lav., 16/06/2011, (ud. 25/05/2011, dep. 16/06/2011), n.13207

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS),

elettivamente in persona del Presidente e legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17,

presso L’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso

dagli avvocati RICCIO ALESSANDRO, NICOLA VALENTE, GIUSEPPINA

GIANNICO, giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

C.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, PIAZZA SALLUSTIO 9, presso lo studio dell’avvocato PALERMO

GIANFRANCO, che lo rappresenta e difende, giusta procura speciale a

margine del ricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5234/2008 della CORTE D’APPELLO di ROMA del

24/06/08, depositata il 16/06/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

25/05/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO IANNIELLO;

udito l’Avvocato Ricci Mauro, (delega avv. Alessandro Riccio),

difensore del ricorrente che si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. ELISABETTA CESQUI che nulla

osserva.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La causa è stata chiamata alla odierna adunanza in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 bis c.p.c.:

“Con sentenza depositata il 16 giugno 2009 e notificata il 9/10 dicembre successivo la Corte d’appello di Roma ha confermato la decisione di primo grado, che aveva accolto la domanda di A. C. – titolare, quale presidente della Corte dei conti, di pensione a carico dello Stato e, quale docente universitario a contratto presso gli atenei di Salerno, Napoli e Cassino, di altra a carico dell’INPS -, diretta ad ottenere dall’INPS il pagamento sulla seconda pensione dell’indennità integrativa speciale, regolarmente percepita solo sulla prima pensione.

Con ricorso notificato l’8 febbraio 2010, l’INPS chiede, con due motivi, relativi, rispettivamente, alla violazione della L. 27 maggio 1959, n. 324, art. 2 e della L. 31 luglio 1975, n. 364, art. 1 nonchè, in via subordinata, alla violazione della L. 21 dicembre 1978, n. 843, art. 19 la cassazione della sentenza suddetta.

L’ente sostiene infatti, col primo motivo, che la legge prevede l’attribuzione dell’indennità integrativa speciale unicamente sulle pensioni dei dipendenti statali e, col secondo, che comunque la norma di legge ivi citata esclude, in caso di pensione a carico dello Stato e di altra a carico dell’AGO, l’erogazione su più di una pensione di trattamenti collegati con le variazioni del costo della vita.

C.A. resiste alle domande dell’INPS con rituale controricorso.

Il procedimento, in quanto promosso con ricorso avverso una sentenza depositata successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 e antecedentemente alla data di entrata in vigore della l. 18 giugno 2009, n. 69, è regolato dall’art. 360 c.p.c. e segg. con le modifiche e integrazioni apportate dal D.Lgs. citato.

Il ricorso è manifestamente fondato e va pertanto trattato in camera di consiglio per essere accolto.

A norma del combinato disposto della L. n. 324 del 1959, art. 2 e della L. n. 364 del 1075, art. 1 e della L. n. 153 del 1069, art. 19 e successive modificazioni (da ultimo, L. 27 dicembre 1983, n. 730, art. 21) l’indennità integrativa speciale spetta unicamente sul trattamento di pensione del personale statale, mentre ai pensionati dell’AGO lavoratori dipendenti, è dovuto dall’INPS il diverso trattamento aggiuntivo denominato perequazione automatica delle pensioni (non richiesto specificatamente dall’originario ricorrente).

In proposito appare poi opportuno ricordare che, ai sensi della L. n. 843 del 1978, art. 19, commi 1 e 2:

“A decorrere dal 1 gennaio 1979, ai titolari di più pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti o delle gestioni dei lavoratori autonomi o a carico delle gestioni obbligatorie di previdenza sostitutive o, comunque integrative dell’assicurazione generale obbligatoria sopra richiamata o che ne comportino l’esclusione o l’esonero, la quota aggiuntiva di cui alla L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 10, comma 3 l’incremento dell’indennità integrativa speciale di cui alla L. 31 luglio 1975, n. 364, art. 1 o altro analogo trattamento collegato con le variazioni del costo della vita sono dovuti una sola volta.

Ai fini previsti dal precedente comma, qualora su una delle pensioni trovi applicazione la L. 31 luglio 1975, n. 364, continua a corrispondersi l’indennità integrativa speciale di cui alla legge stessa, restando in ogni caso non dovuta la quota aggiuntiva di cui alla L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 10 o altro analogo trattamento collegato con le variazioni del costo della vita”.

La situazione dell’originario ricorrente è quindi disciplinata dal comma 2 dell’articolo ora citato, che riguarda specificatamente il caso di concorso di una pensione statale (cui è applicabile la L. n. 364 del 1975, art. 1) con una pensione a carico dell’AGO (di cui alla L. n. 160 del 1975, art. 10), e che stabilisce la spettanza della sola indennità integrativa speciale sulla pensione statale (cfr.

Cass. S.U. 23 ottobre 2008 n. 25616)”.

E’ seguita la rituale notifica della suddetta relazione, unitamente all’avviso della data della presente udienza in camera di consiglio.

C.A. ha depositato una memoria ai sensi dell’art. 380- bis c.p.c., comma 3.

Il Collegio condivide il contenuto della relazione, valutando, diversamente da quanto sostenuto dal controricorrente nella memoria, pertinenti i quesiti formulati a conclusione dei due motivi e in particolare quello relativo al secondo motivo, da solo sufficiente a fondare il ricorso.

Per il resto appare sufficiente richiamare il contenuto del citato L. n. 843 del 1978, art. 19, commi 1 e 2 così come interpretato dalle sezioni unite di questa Corte (cfr. Cass. S.U. 23 ottobre 2008 n. 25616), al quale è correttamente ancorata la valutazione del relatore.

Il ricorso va pertanto accolto e la sentenza impugnata va conseguentemente cassata.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa va decisa nel merito, col rigetto dell’originaria domanda di A. C..

Nulla per le spese di tutto il processo ai sensi dell’art. 152 disp. att. c.p.c. nel testo vigente all’epoca della proposizione della domanda giudiziaria.

P.Q.M.

La corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’originaria domanda di C. A.; nulla per le spese di tutto il processo.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 16 giugno 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA