Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13191 del 30/06/2020

Cassazione civile sez. I, 30/06/2020, (ud. 10/09/2019, dep. 30/06/2020), n.13191

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24129/2018 proposto da:

N.S., rappresentato e difeso dall’avv. Nunzia Lucia Messina,

presso il cui studio in Catania, piazza Abramo Lincoln n. 2, ha

eletto domicilio;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno, (OMISSIS), elettivamente domiciliato in Roma

Via Dei Portoghesi 12 Avvocatura Generale Dello Stato, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di CATANIA, depositata il

28/05/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

10/09/2019 da Dott. SAN GIORGIO MARIA ROSARIA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1.- Il Tribunale di Catania ha rigettato il ricorso proposto da N.S., cittadino del (OMISSIS), proveniente dalla regione di Kolda, nei confronti del provvedimento con il quale la competente Commissione Territoriale aveva respinto la sua domanda di protezione internazionale nelle diverse forme.

Il ricorrente aveva inizialmente narrato di essere fuggito dopo che era stato arrestato il fratello, che gestiva una discoteca di entrambi, per mancanza delle relative autorizzazioni. Successivamente aveva precisato che in discoteca erano morte due persone, e che questa era la vera ragione dell’arresto del fratello e della sua fuga a Dakar, dove però era stato scoperto dai parenti delle vittime, ed era quindi fuggito in Libia, e poi avrebbe raggiunto l’Italia.

Il racconto, pur a voler superare le evidenziate contraddizioni, è stato ritenuto generico dal Tribunale, che ha altresì rilevato che il ricorrente proviene da un distretto diverso da Casamance, e che, pertanto, non sussistono i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2017, art. 14, lett. c). Nè esistono, nella specie, ragioni di particolare vulnerabilità.

2.- Per la cassazione di tale decreto ricorre N.S. sulla base di tre motivi. Resiste con controricorso il Ministero dell’Interno.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.- Con il primo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. Lamenta il ricorrente che il Tribunale abbia attribuito una collocazione geografica diversa rispetto a quella reale al luogo di origine del ricorrente, negando che egli venisse da Casamance.

2.- Il motivo è fondato, ove si consideri che la regione di provenienza del ricorrente è quella di Kolda, che, come rilevato dallo stesso ricorrente, è costituita dalla Alta Casamanca, che, assieme alla Baixa Casamanca, costituisce il territorio della Casamance.

E’, dunque, di tutta evidenza che il rigetto della domanda di protezione sussidiaria proposta dall’attuale ricorrente si è fondata sull’erroneo presupposto che N.S. provenisse da regione diversa dalla Casamance.

Ne consegue l’accoglimento del motivo, con assorbimento degli altri mezzi, con i quali il ricorrente lamenta il mancato riconoscimento della protezione sussidiaria per la non credibilità e genericità della narrazione della sua vicenda personale da parte del ricorrente, anche con riferimento alle torture cui sarebbe stato sottoposto in Libia, ove sarebbe fuggito prima di raggiungere l’Italia, e la mancata pronuncia sulla domanda di protezione umanitaria.

3.- Conclusivamente, deve essere accolto il primo motivo di ricorso, con assorbimento degli altri. Il decreto impugnato deve essere accolto, e la causa rinviata al Tribunale di Catania in diversa composizione, cui è demandato altresì il regolamento delle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri. Cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, al Tribunale di Catania in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 10 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 30 giugno 2020

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