Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13176 del 28/05/2010

Cassazione civile sez. lav., 28/05/2010, (ud. 21/04/2010, dep. 28/05/2010), n.13176

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCIARELLI Guglielmo – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – rel. Consigliere –

Dott. DI NUBILA Vincenzo – Consigliere –

Dott. D’AGOSTINO Giancarlo – Consigliere –

Dott. AMOROSO Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.A. – L.G. – LO.GI.

quali eredi di L.M. elettivamente domiciliati in Roma,

Via Cavour n. 221, presso lo studio dell’Avv. Fabbrini Fabio, che li

rappresenta e difende per procura a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

POSTE ITALIANE S.p.A., in persona dell’Avv. Sandulli Andrea, quale

procuratore per atto notaio Ambrosone rep. n. 36583 del 15.06.2005,

elettivamente domiciliata in Roma, Viale Europa n. 190, rappresentata

e difesa dall’Avv. URSINO Anna Maria Rosaria come da procura a

margine del ricorso;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Corte di Appello di Roma n.

6052 del 29.09.2005/13.12.2005 nella causa n. 146 R.G. 2003;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21.04.2010 dal Cons. Dott. De Renzis Alessandro;

sentito il P.M., in persona del Sost. Proc. Gen. Dott. ABBRITTI

Pietro, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. Ritenuto che con sentenza del 28.11.2002 il Tribunale di Roma rigettava la domanda proposta da L.M. contro le Poste Italiane ed intesa ad ottenere il riconoscimento delle mansioni superiori svolte, con collocazione nell’ambito dell’Area Quadri di (OMISSIS) livello;

– che l’appello proposto dal L. e’ stato rigettato dalla Corte di Appello di Roma con sentenza n. 6052 del 2005, la quale, in via preliminare, ha rilevato la mancanza nell’atto di gravame di specifici motivi ex art. 342 c.p.c., e, quanto al merito, ha osservato che la valutazione del primo giudice risultava soltanto contrastata da differente ed opposto apprezzamento ed, in ogni caso, non erano state allegate ne’ dedotte prove in ordine all’assunzione di responsabilita’ ed esercizio di autonomia da parte dell’appellante, nell’ambito delle mansioni svolte;

– che gli eredi di L.M. indicati in epigrafe ricorrono per cassazione contro la sentenza di anzidetta con tre motivi, contrastati dalle Poste Italiane con controricorso;

2. Considerato che con il primo motivo i ricorrenti lamentano la violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., nonche’ vizio di motivazione;

che i ricorrenti in particolare si dolgono della trascuratezza e della superficialita’ della lettura dell’atto di appello, da cui, a loro avviso, risultavano delineati in maniera chiara sia la causa petendi che il petitum, con richiesta di ammissione delle prove per testi, il tutto in relazione alla richiesta di riconoscimento delle superiori mansioni svolte come responsabile del Reparto Trattori;

– che il motivo e’ infondato, in quanto il giudice di appello, con puntuale e logica motivazione aderente agli atti, ha dichiarato inaccoglibile il ricorso di appello perche’ mancante di specifici motivi di censura e privo di una analitica esposizione delle ragioni su cui si fondava il gravame;

3. Considerato che con il secondo motivo i ricorrenti, nel denunciare violazione e falsa applicazione dell’art. 2103 c.c., in relazione all’art. 38 del CCNL, nonche’ omessa ed insufficiente motivazione, ribadiscono che nell’atto di appello la causa petendi e il petitum erano bene individuati e riguardavano l’accertamento delle cd.

promozione automatica in relazione alle superiori mansioni svolte;

– che il motivo non e’ fondato, in quanto il giudice di appello, con valutazione immune da vizi logici e giuridici, ha ritenuto di condividere l’assunto del primo giudice circa la non sussistenza dei requisiti richiesti per il riconoscimento della rivendicata area quadri di (OMISSIS) livello, anche in relazione all’assorbimento e all’accorpamento del preesistente sistema classificatorio in distinte aree funzionali e alla corrispondenza tra il livello di appartenenza del lavoratore e l’attuale area di accorpamento;

4. Considerato che con il terzo motivo i ricorrenti deducono violazione dell’art. 420 c.p.c., con riferimento al rigetto delle prove per testi richieste, riguardanti l’effettivita’ e la natura delle mansioni, nonche’ il grado di autonomia delle stesse;

– che la doglianza e’ priva di pregio, in quanto non vengono indicate le mansioni contrattuali dell’area quadri, per cui non si puo’ valutare l’utilita’ della prova, ne’ poi vengono indicati i testi;

5. Ritenuto che in conclusione il ricorso e’ destituito di fondamento e va rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese, che si liquidano come da dispositivo a favore della controricorrente societa’.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alle spese, che liquida in 16,00, oltre Euro 2.000,00 per onorari ed oltre IVA, CPA e spese generali.

Cosi’ deciso in Roma, il 21 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 28 maggio 2010

 

 

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