Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13100 del 24/05/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 24/05/2017, (ud. 26/04/2017, dep.24/05/2017),  n. 13100

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13514-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

EDIL SUD DI D.A. & C. SAS;

– intimata –

avverso la sentenza n. 10762/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA, depositata l’01/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 26/04/2017 dal Consigliere Dott. MOCCI MAURO.

Fatto

RILEVATO

che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., delibera di procedere con motivazione semplificata;

che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che aveva accolto l’appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Napoli. Quest’ultima aveva respinto l’impugnazione della Edil Sud di D.A. & C. s.a.s. contro un avviso di irregolarità per omessa dichiarazione IVA relativa al 2008;

che, nella decisione impugnata, la CTR ha sostenuto che l’Ufficio non avrebbe dato seguito all’istanza di sgravio, sul presupposto che il contribuente non avesse dato i chiarimenti richiesti, laddove, invece, i suddetti chiarimenti non sarebbero neppure stati richiesti.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il ricorso è affidato a due motivi;

che, col primo, l’Agenzia deduce la nullità della sentenza per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, dell’art. 132 c.p.c., dell’art. 156 c.p.c., comma 2, degli artt. 46 e 118 disp. att. c.p.c., e dell’art. 111 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: la motivazione della CTR sarebbe stata per buona parte mancate, essendo interrotta nell’articolazione dei paragrafi, che – nelle intenzioni del Collegio – avrebbero dovuto evidenziare le varie argomentazioni;

che, con la seconda doglianza, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 28, 30, 54 bis e 55, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la sentenza impugnata sarebbe stata comunque illegittima per aver riconosciuto il credito IVA, pur in assenza della relativa dichiarazione, laddove, invece, avrebbe dovuto statuire la perdita della facoltà del contribuente di poter utilizzare il credito maturato nell’annualità, in relazione alla quale la dichiarazione era stata omessa in compensazione con i debiti dell’anno successivo;

che l’intimata non si è costituita;

che la prima doglianza è fondata;

che, secondo i principi elaborati da questa Corte, è nulla per omessa motivazione la sentenza fin dall’origine priva di una o più pagine, se la motivazione risultante dalle altre pagine evidenzia una frattura logico – espositiva che non consente di ricostruire l’esatto e compiuto ragionamento posto a base della decisione (Sez. 2, n. 9488 del 11/05/2015);

che, nella specie, la sentenza d’appello, prodotta in copia autentica, è priva di almeno una pagina e, in assenza di contestazioni in proposito, deve esser ritenuta tale sin dall’origine, sicchè la motivazione risultante dalle altre pagine presenta uno iato logico, che rende impossibile la comprensione dello sviluppo logico del ragionamento seguito dalla CTR;

che il secondo rilievo resta assorbito;

che deve in definitiva procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Campania, in diversa composizione, affinchè si attenga ai principi di cui sopra, anche per le spese del giudizio di cassazione.

PQM

 

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma il 26 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 maggio 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA