Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1309 del 22/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1309 Anno 2014
Presidente: SEGRETO ANTONIO
Relatore: SCARANO LUIGI ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso 17164-2012 proposto da:
ASSESORATO BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E P.I.
DELLA REGIONE SICILIANA oggi ex legge regionale 19/08,
ASSESSORATO ISTRUZIONE E FORMAZIONE
PROFESSIONALE DELLA REGIONE SICILIANA in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende, ope
legis;
– ricorrenti contro
IMPRESA DI COSTRUZIONI EDILI MICHELE SEMILIA in
persona del titolare, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL
CORSO 101, presso lo studio dell’avvocato MORMINO ENRICO,

Data pubblicazione: 22/01/2014

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato MORMINO
FRANCESCO, giusta mandato ad litem in calce al controricorso;

controricorrente

avverso la sentenza n. 448/2011 della CORTE D’APPELLO di

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. LUIGI ALESSANDRO
SCARANO.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
ANTONIETTA CARESTIA.

Ric. 2012 n. 17164 sez. M3 – ud. 07-11-2013
-2-

PALERMO del 6.4.2011, depositata il 23/05/2011;

17164/2012

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Considerato che è stata depositata in cancelleria
relazione del seguente tenore:
<>, agli <>, alla <>,
all’<>, al <> ]
limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente
-per la parte d’interesse in questa sede- riprodurli nel
ricorso ovvero puntualmente indicare in quale sede
processuale, pur individuati in ricorso, risultino prodotti,
laddove è al riguardo necessario che si provveda anche alla
relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello
svolgimento del processo inerente alla documentazione, come

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necessità di avvalersi di ulteriori elementi o atti, ivi

17164/2012

pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne
possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220),
con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel
fascicolo d’ufficio o in quello di parte, rispettivamente

Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass.,
25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n.
19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni
rendendo il ricorso inammissibile (cfr. Cass., 19/9/2011, n.
19069; Cass., 23/9/2009, n. 20535; Cass., 3/7/2009, n. 15628;
Cass., 12/12/2008, n. 29279. E da ultimo, Cass., 3/11/2011,
n. 22726; Cass., 6/11/2012, n. 19157).
A tale stregua il ricorrente non pone invero questa Corte
nella condizione di effettuare il richiesto controllo (anche
in ordine alla tempestività e decisività dei denunziati
vizi), da condursi sulla base delle sole deduzioni contenute
nel ricorso (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 25/8/2003,
n. 12444; Cass., 1 ° /2/1995, n. 1161).
Non sono infatti sufficienti affermazioni -come nel casoapodittiche, non seguite da alcuna dimostrazione, dovendo
essere questa Corte viceversa posta in grado di orientarsi
fra le argomentazioni in base alle quali si ritiene di
censurare la pronunzia impugnata (v. Cass., 21/8/1997, n.
7851).

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acquisito o prodotto in sede di giudizio di legittimità (v.

17164/2012

Deve ulteriormente porsi infine in rilievo che il vizio di
omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione
denunciabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art.
360 n. 5 c.p.c. non consiste invero nella difformità

nella specie, dalla parte rispetto a quello operato dal
giudice di merito, solamente a quest’ultimo spettando
individuare le fonti del proprio convincimento e a tale fine
valutare le prove, controllarne la attendibilità e la
concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle
ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare
prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova, non potendo in
sede di legittimità riesaminare il merito dell’intera vicenda
processuale, atteso il fermo principio di questa Corte
secondo cui il giudizio di legittimità non è un giudizio di
merito di terzo grado nel quale possano sottoporsi alla
attenzione dei giudici della Corte di Cassazione elementi di
fatto già considerati dai giudici del merito, al fine di
pervenire ad un diverso apprezzamento dei medesimi›;
atteso che la relazione è stata comunicata al P.G. e
notificata ai difensori delle parti costituite;
rilevato che le parti non hanno presentato memoria, né vi
è stata richiesta di audizione in camera di consiglio;
considerato che il P.G. ha condiviso la relazione;

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dell’apprezzamento dei fatti e delle prove preteso, come

17164/2012

rilevato che a seguito della discussione sul ricorso
tenuta nella camera di consiglio il collegio ha condiviso le
osservazioni esposte nella relazione, dovendo in particolare
ribadirsi che giusta principio consolidato nella

fatto -quale nella specie ad avviso del Collegio appunto
ricorrente- costituisce ipotesi invero equiparata alla
relativa mancanza (cfr. Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass.,
29/9/2003, n. 14458; Cass., 17/10/2001, n. 12681; Cass.,
4/6/1999, n. 5492);
ritenuto

che

il

ricorso

va

pertanto

dichiarato

inammissibile;
considerato che le spese, liquidate come in dispositivo,
seguono la soccombenza;
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il
ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di
cassazione, che liquida in complessivi euro 1.700,00 di cui
euro 1.500,00 per onorari, oltre ad accessori come per legge.
Roma, 7/11/2013
Il P

giurisprudenza di legittimità l’insufficiente esposizione del

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